venerdì 24 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo, crolla il G8 a La Maddalena

Chi si dice stupito dello scippo del G8 alla Sardegna o è in mala fede o è uno sciocco. La decisione (del Governo Prodi e della Giunta Soru) di organizzare questo importante evento mondiale a La Maddalena non è mai piaciuta a Berlusconi.


Ugo Cappellaccio si fa scippare il G8

Il nostro caro amico Silvio Berlusconi non ha mai nascosto di voler evitare di fare il G8 in Sardegna. Ha provato più volte a spostarlo, con varie scuse. All'inizio dicendo che i lavori erano in alto mare e non si sarebbero potuti concludere in tempo cercò di spostarlo a Napoli (era il tempo dell'emergenza rifiuti). Poi tolse i fondi ai lavori per il G8, mettendo nei guai Bertolaso. Sempre con l'intento di scipparci il G8. Ora finalmente ci è riuscito.

Provvidenziale è stato il tragico terremoto in Abruzzo. Per vari motivi. Prima di tutto, togliendo il G8 alla Sardegna il Governo non sarà costretto a ripristinare i fondi per l'ultimazione dei lavori, le imprese che speravano di guadagnarci almeno le briciole ci rinuncino, non vedranno neppure quelle. Le imprese che stavano portando avanti importanti lavori, ci mettano una pietra tombale sopra.

La Regione aveva fatto la sua parte, mettendo importanti risorse per questo evento. Pensate che proprio pochi giorni fa, il 20 aprile, con la delibera n. 18/49 la mia Giunta Cappellaccio aveva previsto di destinare risorse regionali per alcuni interventi urgenti per il G8. Perchè? Semplicemente perchè lo Stato aveva cancellato i fondi, dunque la Regione si è vista costretta a metterci i soldi suoi. E non sono pochi, ben 2 milioni e 600mila euro per il prolungamento della pista di volo dell'aeroporto Olbia - Costa Smeralda e lo spostamento della SS 125.

Ora con la scusa di un risparmio di 200 milioni di euro (come se in Abruzzo non si debbano prendere misure di sicurezza) il Governo Berlusconi ha deciso di mandare in fumo tutto quanto e spostare il G8 a L'Aquila. Togliere il G8 alla Sardegna, non significa solo che non vedremo più i fondi che ci sono stati tolti (primo fra tutti quelli della Sassari-Olbia), ma i lavori iniziati potrebbero non vedere mai la fine. Col G8 sparisce anche il corridoio speciale, per cui niente più procedure rapide.

Così Berlusconi prende due piccioni con una fava, da un lato riesce finalmente a toglierci il G8, come aveva sempre voluto fare, dall'altra porta le procedure accelerate e i fondi a L'Aquila. Così nella vetrina internazionale non ci sarà più la Sardegna, sparita in un angolino buio e senza fondi, ma ci sarà l'Abruzzo, ma soprattutto ci sarà Berlusconi, che per mezzo dei volontari, dei pompieri, della protezione civile, ecc. ha affrontato il disastro dei crolli e delle morti con tanta rapidità ed efficienza. E finchè dura questo vento positivo dei soccorsi Berlusconi lo vuole sfruttare, portando li il G8, cancellando le polemiche sulla prevenzione e la preparazione dei soccorsi, nascondendo per quanto possibile tutte le polemiche sulle imprese che hanno costruito gli edifici crollati come castelli di carte, ecc.

Cosa resta alla Sardegna? Un insieme di immobili e strutture varie a buon punto, ma che con tutta probabilità resteranno degli incompiuti ora che non ci sono più i fondi né le procedure speciali accelerate.

venerdì 17 aprile 2009

Confronti tra passato e presente

Ieri abbiamo avuto non poche notizie, la Rockwool chiude (lasciando a casa un centinaio di lavoratori diretti e altrettanti dell'indotto), l'inutile Maninchedda propone una cosa già proposta dalla scorsa Giunta (presentandola come idea geniale tutta sua) su Tuvixeddu, io mi incontro con Tom Barrack su temi che resteranno segreti.


Chiude la Rockwool di Iglesias

Proprio una strana giornata, è cominciata così, con la notizia del portavoce della Rockwool sulla chiusura dell'industria di produzione e lavorazione di lana di roccia. Un altro duro colpo per l'iglesiente, ma non era inatteso, sono mesi ormai che si preannunciava la chiusura dello stabilimento. Ma non era elettoralmente rilevante come l'Eurallumina, dunque il Governo non si è mosso.

ROCKWOOL - Si tratta di una multinazionale danese, con cui la Regione non ha potuto e non potrà confrontarsi alla pari. Sarebbe servito l'intervento del Governo, come c'è stato per l'Eurallumina. Ma visti i risultati, non sarebbe andata diversamente per i lavoratori della Rockwool. Infatti per i lavoratori dell'Eurallumina l'intervento del Governo è stato irrilevante.

TUVIXEDDU - L'altra novità riguarda Tuvixeddu e l'inutile idea che è venuta all'inutile presidente della Commissione Bilancio. Non è proprio una novità, si tratta infatti di una proposta già avanzata a suo tempo dalla Giunta Soru e respinta con sdegno da Cualbu. Ma andiamo con ordine. L'inutile Maninchedda vistosi puntare i riflettori per la sua nuova carica istituzionale di presidente della Commissione Bilancio ha dato sfogo alla fantasia, e che fantasia.

Prima la dura lotta contro i residui passivi, poi quella per utilizzare in altro modo i fondi per il Bètile. E ora la voglia di riscattare Tuvixeddu.

Nella sua frenesia di popolarità, riguardo al Bètile aveva fatto una magra figura proponendo di utilizzare per l'istruzione i fondi vincolati per i beni culturali. Ancor più triste figura aveva fatto per i residui passivi, secondo lui somme non spese (anche se poi ha dato la colpa a L'Unione Sarda e La Nuova di aver interpretato male il suo pensiero, ma anche quando scrive di suo pugno la situazione non cambia).

Infine eccoci alla novità della settimana. Maninchedda vorrebbe venissero utilizzati i fondi destinati al Bètile (che evidentemente gli sta proprio antipatico) per comprare Tuvixeddu. Secondo Maninchedda infatti, "l'unica via di uscita per la questione Tuvixeddu è acquistare le aree". L'ex assessore Gian Valerio Sanna però ci ricorda che:
"la precedente giunta regionale ha avuto il coraggio di proporre una transazione al contenzioso con Coimpresa e più, senza penalizzare la Regione con il taglio di un progetto strategico come il museo del Betile che un uomo che si professa 'di cultura' [si riferisce a Maninchedda NdR] dovrebbe percepire come un intervento fondamentale per la valorizzazione storica e turistica del vasto patrimonio culturale della Sardegna"


La proposta della Giunta Soru prevedeva l'acquisto dell'area archeologica per una somma pari a 15 milioni di euro più una serie di edifici militari dismessi (dalla caserma Ederle sino ad alcune strutture in viale Colombo) a titolo di compensazione. Ma la società di Cualbu, Coimpresa rigettò l'offerta, chiedendo atti formali.

Oggi Maninchedda, propone di acquistare le aree archeologiche di Tuvixeddu, e Cualbu che fa? Dice: "Non ci sarebbe problema". Come cambiano le reazioni a seconda di chi fa le proposte. Certo, se a farti la proposta è la parte politica per cui hai festeggiato la vittoria elettorale con tanto di bicchieri e spumante, allora si che puoi accettarla.

Adesso si aprono nuove strade, prima di tutto se questa iniziativa verrà portata avanti diremo definitivamente addio al Bètile e ai fondi per i 150 anni dell'Unità d'Italia associati al progetto del Bètile. Poi pagheremo a peso d'oro una parte dell'area archeologica di Tuvixeddu-Tuvumannu. Ma verrà lasciata a Coimpresa la possibilità di costruire nel resto dell'area. E' infatti molto probabile che l'edificabilità delle aree che Cualbu sarebbe pronto a vendere alla Regione possano essere messe in pericolo da eventuali ricorsi al Tar (o da altre sentenze). Ragion per cui, venderle alla Regione (specie se a caro prezzo) sarebbe un affare per Culabu.

L'INCONTRO - Ieri ho incontrato Tom Barrack, per discutere di varie cose, il contenuto della discussione è segreto, anche se non vi sarà difficile immaginarne il tema principale dato il ruolo di Tom nelle coste della Sardegna e la politica del mattone di questa mia Giunta. Quando era stato Soru a incontrare riservatamente Tom Barrack, l'Udc tuonò: "Soru dovrebbe rendere noto ai sardi il contenuto dell'incontro". Scommettete che questa volta nessuno avrà nulla da ridire?

Come vedete le stesse cose (o quasi) fatte (o dette) da persone diverse suscitano reazioni opposte e una situazione identica che però coinvolge persone e/o imprese diverse non suscita le medesime reazioni politiche.

mercoledì 15 aprile 2009

La rassegna stampa commentata da Ugo #6

La giunta:primo maggio,negozi aperti
"Niente più negozi chiusi il 25 aprile e 1° maggio: la novità in un ddl della Giunta regionale. Negozi aperti il 25 aprile e primo maggio. È la risposta che la Giunta regionale intende dare ai commercianti della Sardegna che da tempo chiedevano una deroga all’obbligo di chiusura degli esercizi prevista nei giorni festivi."

Peccato che a Pasquetta, che non rientra nei giorni di chiusura obbligatoria, i negozi a Cagliari fossero tutti chiusi. Il motivo? I negozianti dicono che i costi per mantenere aperto il negozio sono superiori agli eventuali ricavi dalle vendite.

Tassa sul lusso: il pollice verso degli albergatori
"«Ai turisti che scelgono la Sardegna dovremmo offrire un premio. Non certamente vessarli con la tassa di soggiorno». Giorgio Maccioccu, presidente di Confturismo Federalberghi delle province di Sassari Gallura, fa pollice verso all’ipotesi di reintrodurre il balzello a discrezione dei singoli Comuni."

In tutta Italia (e pure in Sardegna dunque) le strutture riccettive sono generalmente più costose di altri Paesi a vocazione turistica. E non sempre questo maggior costo è giustificato dalla qualità. Dunque prima di lamentarsi di un piccolo biglietto di ingresso del Comune (che sostiene dei costi per le affluenze turistiche) dovrebbe pensare al fatto che ad esempio sempre meno turisti scelgono gli alberghi perchè troppo cari.

Sui muri l'ira degli imprenditori
"«La gente deve sapere che i politici dell'Isola non hanno fatto nulla per fare in modo che l'organizzazione del G8 a La Maddalena avesse la giusta ricaduta economica sulle imprese sarde»."

Gli appalti per il G8, come tutta l'organizzazione del G8 sono stati affidati a Bertolaso direttamente dal Governo. La Regione non può inventarsi regole per gli appalti, occorre rispettare normative europee, normative che impongono ad esempio che le imprese che partecipano alla gara abbiano un certo fatturato, o abbiano realizzato precedentemente dei lavori simili. Sono mesi e mesi che la Regione implora le imprese sarde (generalmente di ridotta dimensione se paragonate alle concorrenti) di unirsi per poter partecipare alle gare. Questo appello è stato ignorato, con la speranza che la nuova Giunta potesse far vincere gli appalti alle imprese sarde per magia. Non è stato così ovviamente e ora i coccodrilli piangono.

Inutile entusiasmo per il corallo

Ieri la Giunta Cappellaccio ha fatto tante delibere, tra le quali una riguarda la pesca del corallo, regolamentata dal 1979, per evitare che sparisca questa importante risorsa. A sentire L'Unione Sarda la scorsa Giunta aveva bloccato la pesca, mentre ora si può ripartire, ma non è così.


Il corallo in Sardegna

In un articolo de L'Unione Sarda c'è scritto:
"Con una delibera proposta dall'assessore all’Agricoltura, la Regione ha sbloccato la pesca del corallo. Le licenze sono 30. Nuove regole per la pesca del corallo in Sardegna. Il prelievo, a una profondità non inferiore a 80 metri, è consentito per cinque mesi e mezzo, dal primo maggio al 15 ottobre di ogni anno."


In realtà la pesca del corallo era già stata sbloccata nel 2007, visto che il "Decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente n. 10 del 10 luglio 2007, che aveva interdetto la pesca del corallo in Sardegna per l'anno 2007, è stato sospeso dal TAR Sardegna - in sede cautelare - in quanto è stata valutata positivamente la probabilità dell'esito favorevole del ricorso presentato avverso il citato decreto". Quel decreto si basava sulla delibera della Giunta n. 20/10 del 2006, che interrompeva la pesca del corallo per tutto il 2007 per precauzione, mancando i dati scientifici relativi alla consistenza della risorsa.

Nel 2007 e nel 2008 i dati sono stati raccolti, e sulla base di quei dati è stata fatta la delibera del 2008 che fissava a quattro mesi e mezzo il periodo di pesca e in 20 il numero massimo di licenze.

Andiamo dunque a leggere la delibera n. 31/18 del 27 maggio 2008 della Giunta Soru:
"la pesca del corallo inizia il 1° giugno e si conclude il 15 ottobre di ogni anno [...] l'esercizio della pesca è consentito, a profondità non inferiori a 80 metri [...] la tassa annua per il rilascio dell'autorizzazione è stabilita in euro 1.000 [...] il numero totale delle autorizzazioni che non potrà comunque essere superiore a 20"


Il tutto secondo quanto disposto dalla Legge regionale 59/1979 e sulla base di risultanze scientifiche.

Anche la delibera della Giunta Cappellaccio, Delibera n. 17/13 del 14 aprile 2009 si basa sugli studi scientifici (eseguiti nel 2008), che evidentemente hanno dato un risultato sulla consistenza della risorsa nel 2009 migliore di quanto non fosse l'anno passato. Ed è per questo che l'Assessore Prato ha potuto incrementare il periodo di pesca portandolo da 4 mesi e mezzo a 5 mesi e mezzo e aumentando le licenze da massimo 20 a massimo 30:
"la pesca del corallo inizia il 1° maggio e si conclude il 15 ottobre di ogni anno [...] l'esercizio della pesca è consentito, a profondità non inferiori a 80 metri [...] la tassa annua per il rilascio dell'autorizzazione è stabilita in euro 1.000 [...] il numero totale delle autorizzazioni che non potrà comunque essere superiore a 30"


Insomma, un mese di pesca in più e 10 licenze in più, perfino la tassa annua è rimasta uguale. E' questo che L'Unione Sarda considera sbloccare la pesca del corallo. E' lo stesso assessore Prato ad ammettere che queste modifiche si sono potute fare solo perchè "le condizioni attuali di sfruttamento del corallo, che si concentra prevalentemente lungo le coste occidentali e settentrionali della Sardegna, sono tali da consentire il prelievo a un maggior numero di operatori per un periodo più esteso rispetto a quanto previsto nel 2008". Attuali dunque, prima non lo consentivano. Infatti nel 2007 mancavano gli studi scientifici adeguati e per precauzione si era deciso di bloccare tutto finchè non fossero stati disponibili dei dati, l'anno scorso invece gli studi scientifici hanno consentito 20 licenze e 4 mesi e mezzo di pesca.

Insomma, la situazione si era sbloccata già l'anno scorso, senza dover scomodare l'assessore Prato, che ha solo proseguito sulla strada iniziata nel 1979.

martedì 14 aprile 2009

Si riprende dopo il mio meritato riposo

Cari elettori, oggi riprendono i lavori in Commissione Bilancio per portare avanti il più rapidamente possibile l'approvazione della Finanziaria 2009. In questi giorni mi sono riposato, ero veramente stanco.


Funerali di Stato in Abruzzo. Cappellaccio Ugo. Assente

Saranno stati tutti quegli inutili viaggi a Roma, o tutte quelle lunghe sedute per scegliere chi mettere nelle varie poltrone, ma in questi ormai quasi due mesi mi sono stancato come mai in vita mia.

Per questo motivo venerdì non sono andato ai funerali di Stato in Abruzzo. E dire che c'erano tutti, ma non io. Abbiamo pure diffuso questa nota:
"per inderogabili motivi istituzionali non ha potuto partecipare ai funerali di Stato che si sono svolti in Abruzzo enon potrà esser presente alla cerimonia di commemorazione annuale in programma a Livorno per il ricordo della tragedia della Moby Pince. Il presidente è affettuosamente vicino alla famiglia di Antonica Canu, la donna di Osilo travolta dalle macerie nella sua casa abruzzese ed icui funerali si sono svolti a Coppito, ed ai familiari delle 25 vittime sarde del tragico evento del 10 aprile 1991 al largo dello scalo marittimo livornese"


Certo, direte voi, se avevi inderogabili impegni istituzionali, allora... Niente di tutto questo, ero solo stanco e non avevo voglia di fare un viaggio fuori dalla Sardegna. Sono quindi andato a Iglesias a partecipare con la mia amica Claudia Lombardo (presidente del Consiglio regionale) alla processione del Venerdì Santo.

Dovevo obbligatoriamente riposarmi, perchè da oggi riprende l'esame della Finanziaria, un campo di battaglia in cui i miei alleati, sia interni al Pdl sia esterni (dall'Udc ai Riformatori) cercheranno di infilare dentro la Finanziaria tutto quello che possono. E dire che la Finanziaria era già pronta (solo qualche modifica alla bozza presentata dalla precedente Giunta regionale) in modo da sveltire il procedimento.

A proposito della mia amica Claudia. Ha già dato prova di grande senso istituzionale, dato il suo ruolo di presidente del Consiglio regionale, accettando il ruolo di vice coordinatrice del Pdl in Sardegna. Dimostrando di voler mantenere quell'equidistanza che avevo annunciato nel mio discorso di insediamento: "L'imparzialità è fondamentale per il lavoro del consiglio regionale".