venerdì 27 febbraio 2009

Chi ben comincia...

Cari elettori, come molti di voi sapranno, io tra ieri e oggi ho fatto visita al Vicepresidente uscente, Carlo Mannoni per il passaggio di consegne. Ora viene il difficile, devo distribuire i posti da assessore scontentando il meno possibile i partiti che mi sostengono.


a te che odi i politici imbrillantinati / che minimizzano i loro reati / disposti a mandare tutto a puttana / pur di salvarsi la dignità mondana / a te che non ami i servi di partito / che ti chiedono il voto un voto pulito / partono tutti incendiari e fieri / ma quando arrivano sono tutti pompieri

Non so bene dunque quando risolverò tutte le questioni interne ai partiti di maggioranza, spero entro una settimana. Ovvio che voglio mettere molti di Forza Italia, ma quelli di AN stanno facendo pressioni per avere posti importanti. Che cavolo, con Mariano Delogu ci siamo già sentiti più volte, non demorde, credo proprio che sarò costretto a dare a Ignazio Artizzu o a Mario Diana la Presidenza del Consiglio regionale. Però ci sono anche quelli dell'Udc da accontentare, Giorgio Oppi e Roberto Capelli tra tutti. A uno dei due dovrò dare l'Assessorato alla Sanità. Così rendiamo il favore anche alle cliniche private.

Poi c'è da ringraziare il Vescovo di Cagliari Monsignor Mani che tanto ha fatto per aiutarmi a vincere. Potrei nominare Lucia Baire in uno dei quattro posti riservati alle donne. Vedremo. Tuttavia devo stare attento, non posso far prevalere le posizioni di AN o dell'UDC all'interno della Giunta. Accidenti, quasi dimenticavo, ci sono pure i Riformatori (devo trovare un posto per Pierpaolo Vargiu), il PSd'Az (dove mettere quel voltagabbana di Paolo Maninchedda evitando faccia danni?) e l'UDS, ma quasi quasi a Mario Floris lo lascio fuori, tanto cosa può fare?

Si, credo così possa andare. Mi serve ora qualche nome di Forza Italia per far si che l'indirizzo politico della Giunta comunque sia quello e il gioco è fatto, la Sardegna potrà tornare a sorridere, la vecchia e divertente politica che i cittadini ci hanno chiesto a gran voce col loro voto.

Proprio pochi giorni fa la Corte dei Conti ha parlato del fatto che alla Regione sono diminuite le consulenze e gli incarichi professionali esterni. Nel 2006 erano 244 tra incarichi e consulenze (per una spesa superiore ai 5,5 milioni di euro), nel 2007 ci sono stati 199 casi (per una spesa di 3,15 milioni di euro), mentre nel 2008 si sono stati solo 123 con 1,16 milioni di euro erogati.

Bisogna assolutamente invertire questa pericolosa tendenza alla riduzione degli sprechi. La politica si regge sugli sprechi, senza incarichi e consulenze esterne non puoi farti amici, né tra i sindacalisti né tra gli imprenditori. Servono gli sprechi per farti amici gli amministratori, servono gli sprechi per farti amici gli uomini di Chiesa, servono gli sprechi per farti amici giornali e tv. Gite al mare, soldi pubblici per corsi di formazione inutili, pubblicità della Sardegna fatta in Sardegna sulle tv e sui giornali locali, soldi pubblici (in varie forme) alle cliniche private, ecc. Senza tutto questo la politica non funziona, puoi fare il miglior lavoro possibile, ma avrai tutti contro. Così funziona e così funzionerà.

Modestamente infatti la Corte dei Conti ha parlato con nostalgia del caso Cisi e della gita di un gruppo di amministratori regionali al Forte Village. Per chi se ne fosse scordato, il Cisi è l'inutile centro internazionale di studi imprenditoriali su cui si sprecavano tanti soldi e che non ha mai operato, Italo Masala (ai tempi Presidente della Regione) fu condannato al pagamento di 470 mila euro. Io ero Assessore al Bilancio, fui indagato, ma venni prosciolto. Il mio solito santo in Paradiso (o molto più in basso). Invece le due gite da 12 mila euro al mare riguardano la Giunta Pili.

Bei tempi, non temete, stanno tornando, grazie a tutti voi cari elettori.

lunedì 23 febbraio 2009

Nessun progetto ma una promessa: 20milioni di turisti in Sardegna

Cari elettori, per ora non abbiamo nessun progetto sul turismo in Sardegna, vogliamo cancellare il piano paesaggistico in modo da permettere a voi e ai nostri compari di costruire vicino al mare. Ma la promessa è che porteremo 20 milioni di turisti in Sardegna. L'unico problema è che ancora non sappiamo dove metterli.


Guardate bene questo video, potreste non vederle più così queste spiagge

Infatti non abbiamo un progetto per un turismo "tutto l'anno", che preveda un forte turismo che non si fermi sulle coste ma che contempli anche le zone interne (progetto che la Giunta Soru stava invece portando avanti). Questo sarebbe l'unico modo per far si che quei 20 milioni di turisti non siano stipati sulle spiagge come sardine.

Questo fine settimana appena concluso ero al Bit di Milano. Incredibile, l'assessorato al Turismo della Giunta Soru ha allestito uno stand di ben 2200 mq. E io me ne sono preso il merito.

Inoltre, pensate, che ridere, abbiamo sempre accusato Soru di bloccare il turismo, invece durante la Giunta Soru dal 2004 al 2008, la Sardegna è stata una delle poche regioni italiane ad aver visto un incremento degli arrivi e delle presenze, e la regione con gli incrementi più alti. Insomma, il turismo in Sardegna non è mai stato così vivo e forte (dati Istat alla mano). Ovviamente non potevo sfigurare davanti a questi numeri, pensate, nel 2007 gli arrivi sono stati 2.330.206, con un incremento del 16,5% rispetto al 2004 (pensate che a livello nazionale l'incremento è stato dell'11,9%). Nel 2007 le presenze sono state pari a 12.155.378, con un incremento del 15% rispetto al 2004 (a livello nazionale l'incremento è stato del 9,1%).

Per evitare figure di merda, visto che per anni abbiamo detto che Soru bloccava il turismo, mentre i numeri ci hanno miseramente smentiti, ho dovuto inventarne un'altra delle mie, anzi due. Infatti, prima ho detto che il merito di questi numeri va "soprattutto al sistema degli operatori, delle imprese, dei territori", non alla Regione ovviamente. Invece è evidente che il merito in buona parte è dovuto all'opera di attrazione fatto dalla Giunta Soru, che col ppr e con iniziative volte alla programmazione strategica del settore turistico sono riuscite a realizzare questi numeri.

Poi, per sminuire questi incredibili incrementi ho dovuto dire che io farò di più. La Giunta Cappellaccio porterà il numero delle presenze dagli attuali 12 milioni ai 20 milioni in cinque anni. Facendo un breve calcolo, dal 2004 al 2008 l'incremento è stato del 17,8%, risultato giudicato incredibile, data la situazione economica internazionale e la crisi del settore in Italia, che ha visto perdere posizioni rispetto ad altri Paesi come la Spagna (con maggiori offerte e costi inferiori). Ebbene, io messo all'angolo ho fatto questa promessa, badate bene. Dal 2009 al 2013 porterò il numero di arrivi in Sardegna dagli attuali 12 milioni a 20 milioni, un incremento del 66,7%. E se un incremento del 17,8% è stato giudicato ottimo, pensate sia credibile un incremento del 66,7%? Considerando l'aggravarsi della crisi economica internazionale.

Ma cosa volete che mi interessi a me dell'aderenza alla realtà, io dovevo smarcarmi da quella brutta figura dovuta al fatto che durante la Giunta Soru il turismo in Sardegna è cresciuto come mai aveva fatto prima. E se notate ho sempre usato la stessa strategia. Durante la Giunta Soru il turismo è aumentato del 17,8% (come mai aveva fatto prima)? Allora dico che durante la Giunta Cappellaccio aumenterà del 66,7%. Durante la Giunta Soru si sono creati 27mila posti di lavoro (come mai era successo prima, un incremento del 4%, il dato più alto del mezzogiorno)? Allora dico che durante la Giunta Cappellacci creerò 100mila posti di lavoro (si tratterebbe di un incremento del 16%, mai visto nemmeno nelle Regioni più produttive del Nord, risulta assolutamente non credibile).

Vedete, la mia è la politica dello spararle grosse, poi vedrete alla fine della fiera i numeri reali. Ma tanto, se i numeri reali hanno dato ragione a Soru, eppure siamo riusciti a fargli perdere le elezioni, anche se i numeri reali mi daranno torto, perché dovrei preoccuparmi?

Buona settimana a tutti voi!

domenica 22 febbraio 2009

I miei più sentiti ringraziamenti

Sabato ho guardato Sanremo, ha vinto Marco Carta, come avevo promesso la Sardegna torna a sorridere, grazie anche a queste importanti vittorie televisive. Ma devo ringraziare tutti voi.


Marco Carta ringrazia tutti

Vedendo Marco Carta che appena vinto il Festival di Sanremo ha ringraziato a tutti, mi sono ricordato che anche io devo ringraziare tutti voi cari elettori. Ma prima di tutto grazie a Marco Carta, che vincendo Sanremo ha fatto si che io mantenessi la mia promessa, avete sorriso di gioia cari elettori per la vittoria di Marco? Certo che si. Quel ragazzo è come molti di voi cari elettori. Non tutti, alcuni elettori mi hanno votato perchè simpatizzanti del centrodestra, comunque con vera convinzione, ma le elezioni si giocano sugli elettori nomadi, quelli che votano da una parte o dall'altra a seconda di come tira il vento o a seconda di come viene loro consigliato da tv, giornali, conoscenti, politici, ecc.

Ebbene, per questi ultimi, Marco Carta è uguale a voi, disinformato e inconsapevole. Pensate che in un intervista su Chi ha detto che "quando ha governato, Soru ha fatto cose che non mi sono piaciute, tipo rovinare una spiaggia bellissima nel centro di Cagliari". Avete letto bene, Marco Carta povera creatura innocente, crede che sia stato Renato Soru a rovinare il Poetto. Non sa il bambino che il ripascimento del Poetto risale al 2002 (i lavori sono iniziati il 3 marzo 2002 e sono stati conclusi tra il 23 e il 24 marzo), ossia più di 2 anni prima che Soru diventasse Governatore della Regione Sardegna. E tra i responsabili dello scempio (andate a leggervi le sentenze depositate in Tribunale) ci sono tra gli altri l'ex assessore provinciale ai lavori pubblici Renzo Zirone (Forza Italia), l'ex presidente della Provincia Sandro Balletto (Forza Italia).

Grazie quindi a Marco Carta e a tutti quelli che come lui sono disinformati e hanno poca memoria, ho vinto grazie a voi. Vi prometto che la disinformazione continuerà, così che possiate votarmi ancora.

Ma devo ringraziare anche quegli esponenti del Pd che in lotta interna con Soru, per i motivi che magari approfondirò in un'altra occasione, hanno fatto perdere tanti voti all'ex Governatore. Un po' andando a criticarne l'operato della Giunta durante questi quasi cinque anni, un po' dicendo ai loro elettori di usare il voto disgiunto. Grazie anche a voi, ho vinto anche per merito vostro, e non lo dimenticherò. Ora riprenderemo la solita politica degli appalti dati agli amici, e una fetta della torta andrà anche a voi.

Grazie, veramente a tutti.

sabato 21 febbraio 2009

L'Unione Sarda, un grande partito delle costruzioni

L'Unione Sarda, inutile negarlo, fa politica e la fa in modo talmente evidente che purtroppo nessuno si scandalizza, nessuno obietta, nessuno protesta. Ed è stato quasi sempre così, anche se dalla vittoria di Renato Soru alle elezioni del 2004 la situazione è andata precipitando.


Pubblicità dell'Unione Sarda

Il quotidiano L'Unione Sarda è sempre stato utilizzato a fini personali, pensate al in cui Nino Rovelli fu proprietario non solo dell'Unione Sarda ma anche de La Nuova Sardegna, detenendo così il monopolio assoluto dell'informazione su carta stampata. Nel 1985 venne Nicola Grauso e acquistò l'Unione Sarda. Nichi di buono aveva che era solo un editore, non aveva altri interessi, non aveva gli interessi nella chimica come Rovelli e neppure quelli negli immobili come Zuncheddu. Però aveva simpatie politiche, così una notizia nascosta di qua, una foto non messa di la, faceva contenti politici di sinistra.

Così nel 1999 Grauso fu in pratica costretto a vendere l'intero gruppo editoriale a un palazzinaro, tale Sergio Zuncheddu di Burcei, allora 47enne. Zuncheddu (amico di Berlusconi) divenne proprietario dell'Unione Sarda, di Videolina, di TCS e di Radiolina, per la somma di 150 miliardi di lire. Prodotti editoriali che si andarono a sommare a il Foglio e il Borghese già nelle mani del palazzinaro di Burcei.

Nel 2004 Francesco Cossiga lanciò l'allarme sui "restringimenti degli spazi di libertà, anche attraverso una progressiva limitazione dell'informazione ai cittadini". Accusando apertamente il più diffuso quotidiano della Sardegna (appunto L'Unione Sarda) di non aver voluto pubblicare una sua lettera-articolo sul tema "Come voterei se fossi elettore in Sardegna". Sulle motivazioni dell'atteggiamento politicizzato del quotidiano, Cossiga diceva di ritenere che "questa linea del giornale sia dovuta alla commistione tra la linea editoriale del giornale come voluta dalla proprietà e gli interessi economici d'altra natura della proprietà stessa, che vengono ritenuti preminenti e in funzione della tutela e della realizzazione degli stessi, per loro natura condizionati dall'attività della pubblica amministrazione e quindi del potere politico, viene stabilita la linea politica del giornale".

Sui legami tra Ugo Cappellaccio (ma in generale la Giunta Masala e il centrodestra) e Zuncheddu ho accennato in un precedente post, a proposito delle delibere dell'ultimo minuto volte all'acquisto di inutili immobili (per 180 milioni di euro) di proprietà di Zuncheddu. Ma non basta, ci sono aree di Cagliari e Villasimius in cui Zuncheddu ha interessi edilizi, ecc.

Ma non crediate che gli interessi di Zuncheddu siano solo interessi del centrodestra, vi sbagliate, sono interessi trasversali.

Quando Soru vinse le elezioni, nel programma aveva scritto che avrebbe tutelato l'ambiente delle coste, tanti l'avevano detto prima, di diverso lui aveva che poi questa promessa elettorale l'ha mantenuta. Appena approvata la legge salva-coste alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra intervistati al telegiornale dissero che era un'ottima legge. Questo nell'edizione del pomeriggio, perchè poi, intervistati nuovamente nell'edizione della sera, avevano cambiato idea.

Cosa è successo nel frattempo? La legge era sempre quella, a cambiare erano alcune direttive dall'alto, da parte di lobby degli immobiliaristi e dei cementificatori, di destra come di sinistra. Ma non solo gli imprenditori e i palazzinari, dietro ci sono anche le faide interne al Pd. Ma torniamo a parlare di Zuncheddu, lui aveva in mente un progetto da 140 mila metri cubi a Villasimius e dopo il G8, potrebbe correre con altri avvoltoi per spolpare la Maddalena. Ma interessati a cementificare le coste della Sardegna ci sono anche l'Aga Khan, Tom Barrack, Domenico Bonifaci, i fratelli Toti e Benetton. Insomma, anche personaggi vicini al Pd. Tutti intenzionati a costruire sulle coste. Tutti con progetti contrari alla filosofia portata avanti da Renato Soru in questi quattro anni e mezzo.

La filosofia di Renato Soru sulle coste è chiara, ci sono zone da riqualificare, vecchi villaggi turistici abbandonati, vecchie colonie dei minatori, ecc. E in questi casi i progetti sono andati avanti, Colaninno sta riqualificando un vecchio albergo a Is Molas, i Marcegaglia hanno acquisito il Forte Village, Barrack sta facendo semplici lavori di ristrutturazione dei suoi alberghi della Costa Smeralda, Ligresti ha visto approvare il suo Tankka Village. Progetti che hanno in comune la ristrutturazione e razionalizzazione di strutture obsolete.

Inoltre gli investimenti mancati sulla costa sono più che compensati da quelli volti alla ristrutturazione delle case nei centri storici, nelle nuove prime case nei paesi dell'interno, nella crescita incredibile del turismo in Sardegna, in controtendenza col resto d'Italia. Crescita del turismo realizzata anche grazie alla pubblicità dovuta al piano paesaggistico regionale, che è valsa a Renato Soru la nomina da parte dell'Onu di Ambasciatore per la Costa.

venerdì 20 febbraio 2009

L'Unione Sarda non parla di ****** ****

In questo quasi cinque anni l'opera politica dell'Unione Sarda contro Renato Soru è stata potente e prepotente, sfiorando talvolta il ridicolo.


Pubblicità dell'Unione Sarda

Nessuna notizia sulle iniziative regionali di nessun tipo, nessuna notizia sulle politiche sociali, nessuna notizia degli aiuti a famiglie, imprese e agricoltori, niente di niente. Invece venivano enfatizzati o inventati dati su turismo e disoccupazione, malessere e povertà. Un quotidiano che dovrebbe essere serio e professionale si è così spesso trasformato in una ridicola maschera. Ad esempio, non volendo associare nessuna buona notizia a Renato Soru, nel principale quotidiano sardo non vi è traccia neppure delle vittorie della squadra di calcio di Sanluri.

Voi direte, "vabbè, ormai è finito, il danno è fatto, ora che Cappellaccio ha vinto le elezioni l'Unione Sarda tornerà ad essere un giornale serio". Vi sbagliate. Guardate ad esempio se vi è notizia delle proteste a Portovesme, oppure per restare sul faceto, guardate i sondaggi realizzati dai principali quotidiani sul futuro leader del Pd.

la Repubblica:


Corriere della Sera:


L'Unione Sarda:


Notato niente? Si, nel sondaggio dell'Unione Sarda manca Renato Soru come opzione possibile. Quanto sono obiettivi, vedrete in questi cinque anni come vi informeranno bene su tutto quello che io Ugo Cappellaccio farò con la mia giunta.



L'oligopolio in Sardegna

giovedì 19 febbraio 2009

Passata la festa, gabbato lo sardo

Cari elettori, cari sardi che mi avete votato, cari lavoratori dell'Eurallumina, cari tutti. Ora che sono stato eletto non vi dimenticherò, o forse si, comunque Scajola vi ha già dimenticati, perché io non dovrei fare lo stesso?



Agli inizi di febbraio, complice la campagna elettorale, Scajola ha promesso ai lavoratori di Eurallumina che li avrebbe incontrati il 18 febbraio. Invece all'incontro con i lavoratori non si sono presentati né il il ministro delle Attività produttive Claudio Scajiola né l'inviato della Rusal.

Morale della triste favola, in tutto questo tempo il governo non è riuscito a convincere la Rusal a mantenere gli impianti di Portovesme attivi. La data di chiusura è dunque confermata, gli impianti verranno spenti il 28 febbraio. L'unica notizia positiva è che la Rusal assicura che Eurallumina non sarà chiusa per sempre, come la bella addormentata nel bosco si sveglierà col bacio del principe, il bacio è in questo caso la ripresa del mercato dell'alluminio.

Cari elettori, grazie del vostro voto, ci risentiamo tra cinque anni, con nuove entusiasmanti promesse!

mercoledì 18 febbraio 2009

L'edilizia dei palazzinari e degli immobiliaristi

La prima cosa che faremo una volta insediati al Governo della Regione sarà quella di cambiare il Piano paesaggistico regionale, forse è stata la legge su cui abbiamo mentito di più in campagna elettorale.


Il nostro progetto immobiliare per la Sardegna

Del resto in questo ambiente abbiamo molti interessi, il mattone rende molto agli speculatori palazzinari e immobiliaristi. Certo, qualche briciola va data anche a piccole imprese edili, che spesso lavorano in nero, dunque per giustificare l'annullamento del Ppr qualche bugia l'abbiamo dovuta dire. Abbiamo cominciato dicendo che riduceva il turismo, ma siamo stati subito smentiti da un incremento senza precedenti, mentre tante regioni d'Italia subivano un pesante decremento. Ecco i dati Istat relativi al 2007:

SARDEGNA:
Arrivi: + 18% (si è passati da 1.932.245 del 2006 a 2.280.173 del 2007).
Presenze: + 15% (si è passati da 10.345.624 del 2006 a 11.851.213 del 2007).

MEZZOGIORNO:
Arrivi: + 4,1%.
Presenze: + 4,0%.

DATO NAZIONALE:
Arrivi: + 2,1%.
Presenze: + 1,2%.

Allora abbiamo puntato sullo spauracchio della disoccupazione, dicendo che a causa del Ppr avevamo perso tantissimi posti di lavoro nell'edilizia.

Gli occupati nel settore delle costruzioni sono passati da 70mila unità del primo trimestre del 2004 a 57mila unità del terzo trimestre del 2008 (13mila unità in meno). Tuttavia il calo si è registrato solo a partire dal secondo trimestre del 2008, fino ad allora nel settore delle costruzioni erano ancora occupate 68mila persone. Il che significa che la causa non è il Ppr, ma la crisi del settore immobiliare, crisi internazionale e non dovuta alla situazione in Sardegna. Oltretutto la Regione Sardegna aveva già attuato varie iniziative che hanno e avrebbero attenuato gli effetti della crisi, il finanziamento pari a 25mila euro per la costruzione o ristrutturazione della prima casa, una serie di importanti investimenti in infrastrutture già finanziate e molte già avviate (ospedali, strade, messe in sicurezza di edifici scolastici ecc.).

L'unico dato occupazionale negativo in Sardegna riguarda dunque il settore delle costruzioni, e più in generale quello industriale (20mila occupati in meno). Calo tuttavia compensato dai 9mila occupati in più nell'agricoltura e dai 56mila occupati in più nei servizi.

La Sardegna ultima locomotiva del carro

Durante la campagna elettorale abbiamo rappresentato una Sardegna che non c'è, una Sardegna peggiore di quanto in realtà non sia, puntando sui dati sulla povertà e inventando dati sulla disoccupazione.


Intervista a Ugo Cappellaccio al TG2

I dati indicano una Sardegna migliore di molte regioni del Sud Italia, i dati negativi sulla povertà sono dovuti alla demografia sarda, una popolazione che invecchia e i giovani spesso con un lavoro precario. Per gli anziani il problema sono le pensioni minime troppo basse, per i giovani lavoratori precari il problema è l'assenza di un sistema che permetta loro di non rendere questo lavoro precario a vita. Ovviamente in entrambi i casi la Regione non ha la possibilità di intervenire per porre rimedio a queste situazioni.

Dunque ora che abbiamo vinto le elezioni, non potremo certo ridurre la povertà. Tra l'altro andrebbe analizzato attentamente il dato, questi circa 336mila sardi (nel 2007) che secondo Pastorale del lavoro, Cgil, Cisl, Uil, Sardegna Solidale e Acli si trovano in condizione di povertà relativa non sono dovuti alla disoccupazione. Invece gli ultimi dati ufficiali (quelli Istat) risalgono al 2005 e ci indicano come "la diffusione della povertà nelle regioni del Mezzogiorno è più elevata rispetto al resto del Paese con l'eccezione dell'Abruzzo, dove la percentuale delle famiglie povere (11,8%) è molto prossima a quella media nazionale. Più contenuta, rispetto alla media ripartizionale (24%), è anche l'incidenza rilevata in Sardegna (15,9%) e in Puglia (19,4%)".

Generalmente le famiglie in condizioni di povertà hanno le seguenti caratteristiche: famiglie con cinque o più componenti, famiglie con figli minori, famiglie con componenti in cerca di occupazione o con bassi profili professionali, famiglie con anziani.

Dunque l'investimento in istruzione è un ottimo metodo per combattere efficacemente la povertà, che è esattamente quanto stava facendo Renato Soru. Per il resto la responsabilità non è nel governo regionale, che riguardo pensioni e assegni familiari può fare ben poco.

Ma, come viene calcolata la povertà relativa? Non sul reddito, ma sulla spesa. Dice l'Istat: "La stima dell'incidenza della povertà relativa viene calcolata sulla base di una soglia convenzionale (linea di povertà) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. [...] La soglia di povertà relativa è calcolata sulla base della spesa familiare rilevata dall’indagine annuale sui consumi".

Bisogna dunque stare attenti nel guardare questi dati, non usarli a scopo propagandistico per le campagne elettorali. Ovviamente taceremo gli aumenti che ci saranno nei prossimi cinque anni. Anche se naturalmente su questo blog verranno segnalati.

I 190mila disoccupati in Sardegna

Durante la campagna elettorale ho detto tante imprecisioni (o falsità, come preferite), ma una proprio grossa riguarda i dati Istat sulla disoccupazione.


Intervista a Ugo Cappellaccio sui dati della disoccupazione


Infatti ho spesso parlato della presenza in Sardegna di 190mila disoccupati, dicendo che questo è il numero reale, non come il dato Istat che considera solo gli iscritti agli uffici di collocamento. Ebbene, questo non è assolutamente vero.

L'Istat non chiede il numero di iscritti agli uffici di collocamento, l'essere iscritti in queste liste è per l'Istat condizione né necessaria né sufficiente per essere considerati disoccupati. Conosco tante persone che sono iscritte all'ufficio di collocamento dall'età di 14 anni, ma che non hanno cercato un lavoro se non dopo aver ultimato il loro percorso di studio, ossia dieci o più anni dopo.
Se gli elettori e/o i giornalisti si fossero informati veramente saprebbero che l'Istat considera disoccupati coloro che corrispondono alle seguenti caratteristiche: non lavorano; sono in cerca di un lavoro; hanno fatto, nei 30 giorni che precedono l'intervista dell'Istat, almeno un'azione di ricerca di lavoro; sono disponibili ad accettare un lavoro entro due settimane se glielo offrono.
Questi, insieme agli occupati, formano la forza lavoro. Gli altri, che non rientrano né tra gli occupati né tra i disoccupati, sono anziani (sopra i 64 anni), bambini (sotto i 15 anni) e persone che non possono o non vogliono lavorare, o che non cercano lavoro.

L'Istat in quanto istituto nazionale di statistica fa statistica, non chiede agli uffici di collocamento, ma intervista direttamente le persone, a campione. Un campione rappresentativo dell'intera popolazione, senza curarsi che siano iscritte o meno agli uffici di collocamento. E l'Istat usa questi parametri che sono certificati e riconosciuti a livello europeo e che consentono di confrontare i dati sia di periodi diversi all'interno di uno stesso territorio, sia dello stesso periodo in diversi territori, la Sardegna con altre Regioni, l'Italia con altri Paesi europei.

Spero ora comprenderete il mio errore grossolano. Inoltre, non pago di aver detto una fesseria sui 190mila disoccupati e sulle tecniche di rilevazione dell'Istat, ho perfino detto in più occasioni che il tasso di disoccupazione in Sardegna è pari al 24 e passa per cento. Ora vi spiego come l'Istat calcola il tasso di disoccupazione.
Come tutti i tassi, si calcola dividendo un parziale per il suo totale, in questo caso specifico il numero dei disoccupati (il parziale) fratto la forza lavoro (il totale). Come ho scritto precedentemente, la forza lavoro è data dalla somma degli occupati e dei disoccupati.

Ora con un semplice esempio vi spiego anche la stupidità del mio errore. In casa mia ci sono due cani, un gatto, due tartarughe, tre pesci rossi e un pappagallo. In tutto sono 10 animali. Ora, io voglio calcolare il "tasso di mammiferi", dunque prendo il numero di mammiferi (2 cani e 1 gatto = 3 mammiferi) e lo divido per il numero totale di animali (ossia 10). Il "tasso di mammiferi" è del 30% (3 / 10 = 0,3, in percentuale equivale al 30%). Ora, immaginate che arrivi Tizio, il quale mi dice che quei tre conigli nel congelatore sono mammiferi, dunque 2 cani, 1 gatto e 3 conigli congelati fanno in tutto 6 mammiferi (i famosi 190mila disoccupati), diviso 10 fanno 0,6, dunque il 60% (il famoso 24 e passa per cento).

Avete compreso l'errore? Ero partito con il 30% che rappresenta il tasso di mammiferi e poi arriva Tizio a darmi questo 60% che non significa nulla. Se proprio volessi calcolare il "tasso di mammiferi vivi e morti" dovrei aggiungere nel denominatore anche i 3 conigli congelati. Quindi non 6 / 10 ma 6 / 13. Che non da il 60% ma circa il 46%. Questa percentuale tuttavia non è raffrontabile con il 30% perché non rappresenta il tasso di mammiferi, ma il tasso di mammiferi vivi e morti. Dunque è tutta un'altra cosa.
Ebbene, io ho fatto questo errore, ho preso il numero dei disoccupati, a cui ho aggiunto un non meglio precisato numero di non forze lavoro e ho diviso il risultato per la forza lavoro, che non comprende le non forze lavoro. Ho dunque ottenuto un numero privo di significato, così come privo di significato è quel 190mila che ho ottenuto sommando le mele con le pere.

Ora, per concludere, vi cito alcuni dati Istat, che chiunque (anche io) può andarsi a leggere e le cui metodologie di calcolo sono certificate a livello europeo (al contrario dei miei dati, frutto di errori che neppure un bambino delle elementari commetterebbe).

In Sardegna in media gli occupati nel 2004 erano 593mila, nel 2008 620mila (fanno 27mila occupati in più nel 2008):


Il numero dei disoccupati era di 96mila nel 2004 e di 84mila nel 2008 (fanno 12mila disoccupati in meno nel 2008):


E questi (occupati e disoccupati) sommati sono la forza lavoro.

Non rientrano nella forza lavoro: quelli che non cercano lavoro (42mila nel 2004, 44mila nel 2008); quelli che non sono disponibili a lavorare anche se cercano un lavoro (15mila sia nel 2004, sia nel 2008); quelli che non cercano un lavoro ma si dicono disponibili a lavorare (42mila nel 2004 e 58mila nel 2008); quelli che non cercano un lavoro e non sono disponibili a lavorare (363mila nel 2004 e 336mila nel 2008); poi ci sono i minori di 15 anni e i maggiori di 64 anni.
Tra le non forze lavoro, solo quelli che non cercano lavoro ma si dicono disponibili a lavorare hanno subito un incremento tra il 2004 e il 2008. Il fatto che non cerchino un lavoro, non significa che non siano iscritti all'ufficio di collocamento, significa solo che nei 30 giorni che precedono l'intervista dell'Istat non hanno cercato un lavoro (spedire un curriculum vitae, comprare un giornale di annunci e chiamare qualche numero, ecc.). Insomma, non basta essere iscritti all'ufficio di collocamento per dire di aver cercato lavoro, e non è neppure necessario.

Ora analizzerò questo dato (quelli che non cercano un lavoro, ma si dicono disponibili a lavorare) disaggregato per sesso (dunque maschi e femmine).
I maschi che pur non cercando lavoro sarebbero eventualmente disponibili a lavorare erano 12mila nel 2004 e 18mila nel 2008 (incremento di 6mila unità), le femmine invece erano 30mila nel 2004 e 40mila nel 2008 (incremento di 10mila unità). L'incremento del dato generale è dunque dovuto in gran parte alla popolazione femminile.
Ma quest'ultimo dato non è un dato negativo, significa che la Sardegna si vuole avvicinare all'Europa in termini di occupazione femminile, significa che le donne sarde vogliono lavorare. Queste 10mila donne in più rispetto al 2004 pur non cercando attivamente un lavoro (per vari motivi) sono disposte a lavorare, sono una grande ricchezza per la Sardegna. Possono essere studentesse universitarie che per motivi di tempo non cercano un lavoro, tuttavia qualora si presentasse loro l'occasione accetterebbero, magari un lavoro a tempo parziale per poter proseguire gli studi, oppure sono donne che si iscrivono all'Università, ma se si presentasse loro l'occasione per un buon lavoro lascerebbero volentieri gli studi, ma fintanto che non si presenta questa occasione continuano a studiare (questi due casi valgono anche per gli uomini). Oppure sono casalinghe che non disdegnerebbero un lavoro, anche se non lo cercano. Insomma, questo dato è più dovuto ad una nuova mentalità piuttosto di chissà quali problemi economici.

Come vedete il mondo del lavoro è complesso, i dati Istat non dicono tutto, ma sono calcolati in modo da far capire tante cose a chi è in grado di leggerli. Invece inventarsi, come ho fatto in campagna elettorale, dei dati è fuorviante, non fa capire nulla, confonde le idee.

Tante bugie per vincere, ecco chi sono

Il fine giustifica i mezzi. Ma ora che le elezioni le ho vinte, su questo blog scriverò cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà in Sardegna e alla Regione.


Intervista al sempre sagace Ugo Cappellaccio

Prima di tutto vi parlerò un po' di Ugo Cappellaccio, uno sconosciuto solo perché nessuno parla di quello che ho combinato. Sono il figlio di Giuseppe, commercialista di Silvio Berlusconi dai primi anni '80, i tempi d'oro della speculazione edilizia della costa tra Olbia e Porto Rotondo.

Durante la Giunta Pili (Forza Italia) mi venne casualmente data la presidenza della Sardinia Gold Maining, una volta portato a termine il mio sporco incarico come premio agli inizi del 2003 entro in politica, naturalmente in Forza Italia. A titolo informativo, sappiate che i libri contabili della Sardinia Gold Maining sono in tribunale per la procedura fallimentare, la società non procederà dunque con il ripristino ambientale della zona mineraria, inoltre vi sono vasche contenenti liquido pericoloso che rischiano di tracimare e inquinare il vicino fiume.

Ebbene, dopo la disastrosa amministrazione della Sardinia Gold Maining nell'agosto del 2003 vengo nominato (dall'alto) assessore al bilancio della Giunta Masala. E' stato un breve ma intenso periodo, nel quale ho fatto di tutto e di più. Pensate che dopo le elezioni che avevano visto stravincere Soru, in sole due sedute ho approvato ben 78 delibere della Giunta uscente di centrodestra, con un impegno di spesa di 184 milioni di euro. E tutto questo dopo aver contribuito a far crescere il debito della Regione di un miliardo e 300 milioni di euro.

Tutte queste delibere da me approvate, sono passate senza il via libera dei funzionari regionali. A verbalizzare il tutto ci pensò un assessore, Roberto Frongia, ora rinviato a giudizio. Anche il Presidente Masala è sotto processo e due assessori sono stati condannati o hanno patteggiato nello scandalo Fideuram. Nel mucchio selvaggio ci sono anche un certo numero di esponenti politici, presidenti, direttori generali, commissari e amministratori di enti e aziende regionali coinvolti con Andrea Pirastu e una parte importante dei vertici del centrodestra in questo ed altri scandali.

Io me la sono cavata, sono stato indagato, inquisito e prosciolto. Politicamente c'ero dentro, ma sono scampato allo scandalo, ho un santo in paradiso, anzi, un po' più in basso.

Sono stato anche revisore dell'Arst, dovevo dunque controllare che procedesse tutto regolarmente, ma non ho né denunciato né impedito l'affidamento del Tfr di mille dipendenti Arst alle speculazioni di Gabriella Ranno e Pirastu. Ho firmato io le delibere per i finanziamenti bruciati dal Cisi di Giuliano Guida, arrestato e ora in attesa di sentenza. Eppure c'erano già voci che giravano, si sapeva già che tipo di losco individuo fosse questo Guida, tuttavia io sono stato prosciolto in tutte le inchieste. Sono sempre presente, ma non mi accorgo mai di nulla, almeno, questo è quello che credono.

Così tra un controllo mancato, una firma posta con leggerezza, una distrazione, una gestione irresponsabile e via dicendo, sono finito assessore al bilancio dall'agosto del 2003 al giugno del 2004, nella Giunta Masala. Periodo nel quale ho approvato varie delibere per l'acquisto di immobili per 180 milioni di euro (alcuni palazzoni) dalla Tepor e da Sergio Zuncheddu (proprietario di Videolina e dell'Unione Sarda, palazzinaro amico di Berlusconi). Da Zuncheddu la Regione aveva preso in affitto un edificio a Santa Gilla (contratto subito disdetto da Soru). Con la Regione straindebitata io pensavo a comprare e prendere in affitto inutili immobili, riempire ogni stanza degli immobili della Regione di un televisore a colori, cambiare i mobili degli uffici, mantenere più di 700 auto blu ecc.

Di tutti questi fatti ovviamente non sentirete mai parlare sull'Unione Sarda o su Videolina, come non sentirete parlare neppure di ciò che combinerò per mia colpa od omissione nei prossimi cinque anni. Tranquilli, qualcosa la scriverò qui sul blog.

Finalmente riprende la vecchia politica.

Contatti: Ugo Cappellaccio