martedì 31 marzo 2009

Sondaggio: Chi vorresti alla Presidenza del Consiglio regionale

Oggi si è concluso il sondaggio dal titolo "Chi vorresti alla Presidenza del Consiglio regionale". Hanno votato in 64, queste le 5 risposte possibili con a fianco il numero di voti ricevuti e la percentuale sul totale dei voti.




Claudia Lombardo: 2 (3%)
Ignazio Artizzu: 0 (0%)
Giorgio Oppi: 1 (1%)
Silvio Berlusconi: 5 (7%)
Gigi Riva: 56 (87%)

I risultati si commentano da soli, solo una domanda sorge spontanea. Ma chi cavolo è stato a votare Giorgio Oppi?

Le differenze di spesa

In queste due tabelle potete vedere la ripartizione della spesa per strategie. I dati si riferiscono alle proposte di bilancio pluriennale per gli anni 2009-2012 contenute nella delibera n. 63/3 del 17 novembre 2008 (Giunta Soru) e nella delibera n. 14/1 del 26 marzo 2009 (Giunta Cappellaccio).

Giunta Soru: Proposta di bilancio pluriennale per gli anni 2009-2012


Fonte: elaborazione dati delibera Regione Sardegna



Giunta Cappellaccio: Proposta di bilancio pluriennale per gli anni 2009-2012


Fonte: elaborazione dati delibera Regione Sardegna


Ovviamente i dati sono in migliaia di euro. E' subito evidente come la proposta di bilancio pluriennale della Giunta Soru e di quella Cappellaccio siano molto simili come distribuzione delle spese. Anche se vi sono alcune differenze.

Prendiamo come riferimento solo il 2009. La Giunta Cappellaccio ha un totale di spesa di 65mila euro superiore alla Giunta Soru. La Giunta Cappellaccio spende più della Giunta Soru in Sistemi produttivi e occupazione (+10mila euro), Reti infrastrutturali e mobilità (+35mila euro) e Somme non attribuibili (+132mila euro). Tuttavia la Giunta Soru spende più della Giunta Cappellaccio in Istituzione (+7mila euro), Conoscenza (+26mila euro), Beni culturali (+3mila euro), Ambiente e governo del territorio (+24mila euro), Sanità e politiche sociali (+52mila euro).

A ben guardare la differenza è data soprattutto dalle Somme non attribuibili, se dovessimo escluderle dal calcolo risulterebbe che la Giunta Soru ha un totale spesa di 67mila euro superiore rispetto alla Giunta Cappellaccio. Inoltre le spese superiori nella Giunta Cappellaccio fanno riferimento a due voci di spesa, Reti infrastrutturali e mobilità e Sistemi produttivi e occupazione. Quest'ultimo dovuto alla forte spesa prevista per la formazione professionale, se dovessimo escludere la formazione risulterebbe che in Sistemi produttivi e occupazione spendeva di più la Giunta Soru.

Aspettiamo di vedere un elenco più dettagliato delle voci di queste macroclassi di spesa per capire veramente le differenze.

La rassegna stampa commentata da Ugo #2

Chimica, fine dell'incubo. Oggi la firma Ineos-Sartor
"C'è l'intesa fra l'imprenditore trevigiano e il gruppo inglese. Oggi l'annuncio ufficiale, domani vertice col ministro Scajola. Salve in Sardegna tremila buste paga."

La storia del "salvataggio" della chimica sarda l'ho già raccontata. Ora pare volga a un lieto fine. Bisogna ricordare però che il povero Fiorenzo Sartor è un veneto che voleva solo aiutare i suoi concittadini, ed è da nove mesi che stava cercando di raggiungere un accordo con l'Ineos per salvare l'industria di Porto Marghera. Sartor è un imprenditore di Cornuda (Treviso) che produce scale in metallo. In piena campagna elettorale qui in Sardegna, Scajola riceve un ordine dall'alto e chiede a Sartor di occuparsi di tutte le industrie dell'Ineos, non solo di Porto Marghera ma anche di Porto Torres e delle altre. Questo aumenta i costi enormemente. Costi che Sartor non può permettersi, tanto che il tavolo della trattativa salta ogni volta che spunta fuori un nuovo debito. Ieri a Milano Sartor e l'Ineo hanno firmato l'accordo preliminare. Stamattina dovrebbero firmare quello definitivo, se tutto andrà bene.

Ma chi è che ha fatto un passo indietro? Non certo Sartor che non ha tutta quella disponibilità finanziaria per coprire tutti i debiti della Ineos. Non certo l'Ineos che stava fallendo e non può certo pagare lei i suoi debiti. Dunque ad aver fatto un passo indietro sono l'Eni e il Ministro Scajola. L'Eni rinunciando o dilazionando il suo credito verso l'Ineos e il Ministro garantendo il debito dell'Ineos.

Adesso però c'è molto da fare, bisogna capire il piano industriale di Sartor, bisogna vedere se il Ministro Scajola si deciderà ad aprire un tavolo della chimica che includa anche la Sardegna e bisognerà vedere quale è il piano per la chimica del Governo. Insomma, la chimica in Sardegna avrà un futuro? Inoltre bisogna anche capire se l'accordo include gli impianti di Assemini è chi si occuperà delle bonifiche dei siti industriali di Porto Torres, visto che i fondi stanziati sono stati dirottati e ora sono nella disponibilità del Presidente Berlusconi. Insomma, confidiamo nella sua benevolenza.

Accordo fallito, a Meridiana via ai licenziamenti
"Fallita ieri l'ultima possibilità di riaprire le trattative, Meridiana passa ai licenziamenti. Tra oggi e domani partiranno le lettere in cui 61 assistenti di volo troveranno scritto che il loro rapporto di lavoro con la compagnia aerea è cessato. Non sarà un provvedimento immediato: perché lo sia passeranno alcuni mesi, minimo due. Ma l'azienda ormai non tornerà indietro, dando così avvio al suo graduale, inevitabile svuotamento a favore della controllata Eurofly."

Così, tanto per rinfrescarvi la memoria, in campagna elettorale a Olbia io e Berlusconi avevamo assicurato: "Ci impegneremo per salvaguardare il posto ai lavoratori di Meridiana". Da allora c'è stato un silenzio assordante del Governo e della Regione.

Olbia, Gianni Giovannelli si dimette per non cedere ai diktat di Nizzi. Fratelli-coltelli nel Pdl della Gallura
"I 15 su 27 della maggioranza che fanno capo al deputato legatissimo a Silvio Berlusconi, che è anche consigliere comunale, non ottengono i tre assessorati che chiedevano da tempo - urbanistica, lavori pubblici e attività produttive: praticamente tutto - e il centrodestra chiude in anticipo la stagione di governo della città. Niente di irreparabile, sia chiaro: per numeri e tradizione, il Pdl non avrà problemi neanche durante le elezioni anticipate. Ma la vicenda dà il tanto di come la corazzata targata Popolo della Libertà soffra al suo interno la sete di potere dei suoi maggiori esponenti."

Otto posti per otto fratelli

Tra oggi e domani si concludono le discussioni sulle mie dichiarazioni programmatiche. Domani replicherò, ma è solo una perdita di tempo. E' dopo che viene il bello, con le nomine delle commissioni, mentre per le poltrone di sottogoverno la corsa è già cominciata.


Telecamere a Molentargius

Appena le discussioni verranno completate (spero entro mercoledì) e io avrò replicato, potremmo procedere all'istituzione delle otto commissioni. Sia le discussioni sia le repliche sono inutili perchè retaggio della vecchia legge elettorale, in cui non c'era l'elezione diretta del Presidente della Regione, dunque serviva il voto di fiducia dei consiglieri di maggioranza. Ora invece non è più richiesto il voto di fiducia.

LE POLTRONE - Dopo grandi discussioni nel centrodestra abbiamo raggiunto l'accordo. Figlio dell'accordo già raggiunto per i posti nel Consiglio e in Giunta. Il gioco degli equilibri infatti una volta stabiliti quei posti il resto va quasi da se.

Così nelle commissioni al Pdl andranno quattro posti, gli altri quattro se li dividono Udc, Riformatori, Uds e Psd'Az. Ecco l'elenco che dovrebbe essere confermato: Riforme, Mario Floris (Uds); Politiche comunitarie e Diritti civili, Silvestro Ladu (Pdl); Bilancio, Paolo Maninchedda (Psd'Az); Urbanistica, Matteo Sanna (Pdl); Agricoltura, Mariano Contu (Pdl); Industria, Nicola Rassu (Pdl); Sanità, Felicetto Contu (Udc); Cultura, Attilio Dedoni (Riformatori).

Come dicevo, altre poltrone hanno già visto cambiare i titolari. Ad esempio con due delibere della Giunta Cappellaccio abbiamo già mandato via il direttore generale della Presidenza Fulvio Dettori e i direttori generali per l'Innovazione tecnologica Regione Sardegna, Giulio De Petra, e per la Pubblica istruzione, Annamaria Sanna. Per legge avevamo tre mesi di tempo, ma meglio farle subito queste sostituzioni.

Alla direzione generale dell'assessorato all'Ambiente ci sarà l'ex Prefetto di Cagliari Efisio Orrù (Udc), mentre come capo di gabinetto ci sarà Francesca Atzei. Alla Direzione generale Sanità ci sarà Roberto Neroni e come capo di gabinetto Stefano Coinu. Tutti Udc. Invece al Turismo a capo di gabinetto ci sarà Franco Sergio Pisano (Riformatori). Capo di gabinetto ai lavori Pubblici il sindaco di Mogoro Gianni Pia (Psd'Az). Per il Pdl, alla direzione generale dell'assessorato alla Sanità ci sarà Franco Trincas (Chicchi, ex direttore generale dell'Asl 6 di Sanluri). Capo di gabinetto al Bilancio sarà Giampiero Lavena (ex sindaco di Pattada ed ex segretario di Forza Italia per la Provincia di Sassari). Capo di gabinetto all'Industria Francesco Lippi (ex assessore comunale di Cagliari). Direttore generale all'Agricoltura Agostino Curreli (dirigente Ersat). A capo dell'ufficio stampa della Presidenza andrà il giornalista di Videolina Valerio Vargiu. Come capo di gabinetto della Presidenza metterò il mio amico fidato Mariano Mariani.

Mariano è l'ex direttore del Parco di Molentargius, unico Parco in Italia chiuso per la presenza di cani randagi. Pensate, qualche decina di cani randagi in 1500 ettari hanno portato alla chiusura del Parco. Ovviamente il Parco è stato chiuso per non dare problemi ai Comuni di Cagliari e Quartu S. Elena che dovrebbero per legge (legge n. 281/1991; leggi regionali n. 35/1996 e n. 21/1994) provvedere alla tutela dei randagi, cani da sempre presenti nella zona. Ma non è la cosa più grave che avviene in quel posto, infatti ci sono 190 abusi edilizi conclamati, scarichi delle residenze abusive fuori controllo, vari cumuli di rifiuti, attività agricole in abbandono in favore dell'edilizia strisciante, viabilità in pessime condizioni.

E in questa pessima situazione Mariano aveva abbandonato i suoi doveri da direttore del Parco di Molentargius autosospendendosi per aiutarmi nella campagna elettorale. Poverino, bisogna capirlo, faceva anche il coordinatore dell'Ufficio del piano strategico del Comune di Cagliari. In quel caso non ha interrotto i suoi compiti però, così ha potuto firmare (nel piano strategico del comune di Cagliari) l'appoggio al campus naturale. Una sorta di campus diffuso nel centro storico di Cagliari (tra Marina, Stampace alto e Castello), in sostituzione del campus all'ex semoleria.

IL MATTONE - Il campus diffuso ha un sacco di vantaggi, impedisce agli studenti di distrarsi con biblioteche, luoghi comuni di ritrovo, mense. Costringendoli a concentrarsi nello studio chiusi in casette microscopiche e poco luminose. In più aiuta i possessori di seconde case, perchè non intacca il business degli affitti in nero. E si recuperano le abitazioni in centro con i soldi pubblici.

Come vedete i vantaggi sono molti, ma non si fermano qui. Infatti negli ultimi anni ci sono stati importanti investimenti immobiliari di imprese e cooperative, che ora dovranno pur guadagnarci dall'investimento. Ci penserà il Comune di Cagliari (di cui fino a pochi mesi fa ero assessore al Bilancio e di cui il mio braccio destro Mariano era il coordinatore dell'Ufficio del piano strategico) a risolvere tutto. Infatti grazie al campus diffuso, il Comune acquisterà queste case a peso d'oro, e gli amici della speculazione immobiliare saranno contenti.

OSPEDALI E MATTONE - Ieri Antonello Liori, l'assessore alla Sanità, era all'inaugurazione del nuovo reparto di rianimazione e pronto soccorso dell'ospedale Marino, finanziato e realizzato dalla Giunta Soru. Ma ormai abbiamo vinto noi, ed è giusto che ci prendiamo gli onori (non gli oneri però). C'era anche Monsignor Mani, il nostro caro amico. Ebbene ieri Antonello ha ribadito quello che io vi avevo già detto in questo blog, l'ospedale dell'area vasta di Cagliari "non si farà".

Per varie ragioni. Il motivo che diciamo noi è la mancanza di risorse, Antonello continua a dire che la Regione aveva stanziato solo 120 milioni di euro, mentre invece sapete bene che ne aveva stanziati 150, 200 se si contano anche altri finanziamenti. E il progetto prevede un costo di 250 milioni di euro. Ma Antonello non riesce a trovare i 50 milioni di euro che mancherebbero, anche se nei bilanci della sanità ha già trovato 10 milioni. Che però utilizzerà diversamente, "per accorciare le liste d'attesa" dice lui.

Nel progetto della Giunta Soru il nuovo ospedale avrebbe sostituito gli ospedali Marino e SS. Trinità. Ma Antonello sa bene che l'ospedale SS. Trinità non può essere chiuso. Il motivo è che da valore aggiunto agli immobili del quartiere. La presenza dell'ospedale in via Is Mirrionis è indispensabile per dare valore aggiunto al complesso immobiliare del progetto di Cualbu tra Tuvixeddu e via Is Maglias.

Dunque come ha detto ieri Antonello Liori:
"Bisogna mettere l'ospedale Santissima Trinità nelle condizioni di prendere il posto del San Giovanni di Dio quale ospedale della città e il San Giovanni, un bell'edificio, può diventare una grande biblioteca, una grande pinacoteca, la sede di una facoltà"

Il progetto si ricollega alla perfezione con il progetto di Mariano Mariani e del Comune di Cagliari del campus diffuso, che parte da Sa Duchessa e via Corte d'appello, passando da Anfiteatro, ospedale militare, San Giovanni di Dio ed ex clinica Aresu. Avete capito ora il nostro grande progetto?

Ma non si ferma certo qui. Infatti dobbiamo anche chiudere l'ospedale Marino, perchè li dobbiamo costruire al suo posto centri benessere e alberghi. La scusa per chiudere l'ospedale Marino è già pronta, è lo steso Liori a dirlo:
"Questo non è un ospedale che va bene, ha mille difetti, per quante ristrutturazioni si potranno fare non si cancellerà la sua originaria. Una strutture del genere, dedicata alle emergenze, può andare bene alla periferia di Quartu e servire così un’area molto vasta. I comuni ci diranno quale può essere l’area, bisognerà ragionare in termini di zona."

Infatti l'ospedale Marino è nato come albergo. Dunque secondo Antonello la sua struttura base (albergo) non è compatibile con la funzione di ospedale. Giustissimo. Invece la forma base dell'ospedale SS. Trinità di via Is Mirrionis (che era una caserma militare) è compatibilissima con la funzione di ospedale. Certo che Antonello poteva inventarsi una scusa migliore.

Ad essere sinceri l'inaugurazione di ieri era un po' una farsa, o meglio, una inaugurazione a metà. Infatti il pronto soccorso è già un anno che è in funzione. E' solo la rianimazione la novità. Ma visto che c'eravamo abbiamo inaugurato tutto, un lavoro durato due anni con una spesa complessiva di 3 milioni di euro, ma i lavori sarebbero durati di meno se il Comune di Cagliari non ci avesse messo un anno a rilasciare le autorizzazioni.

lunedì 30 marzo 2009

La verità viene a galla

Ieri nella zona industriale di Portovesme tra la centrale dell'Enel e gli impianti dell'Alcoa e dell'Eurallumina chi passava di la poteva veder scorrere per strada un liquido inquinante.


Angelo Cremone parla di alcuni problemi di inquinamento

Un fiume marroncino che ha portato centinaia di metri cubi di questa sostanza fino ai pozzetti dell'acqua piovana (che giungono fino al mare). Le persone che si trovavano a passare da quella strada (che da Portoscuso va alla frazione di Paringianu) hanno dato l'allarme ieri pomeriggio. Un fenomeno preoccupante, grandi pozze di questo liquido si erano formate davanti all'ex Alsar, la centrale termoelettrica.

Ma esattamente cosa è accaduto? Il liquido scorre nel sottosuolo, ma fino alla chiusura dell'Eurallumina veniva utilizzato nel ciclo produttivo. Ora che l'Eurallumina ha spento gli impianti e bloccato la produzione, quel liquido non lo utilizza più, quindi si è accumulato, giorno dopo giorno, mentre l'Enel continuava a spingere il liquido con le sue pompe. La pressione che si è così creata ha fatto cedere le pareti delle condotte in due punti, facendo fuoriuscire questo liquido.

Non si sa ancora quanto liquido sia fuoriuscito e fin dove sia arrivato (la strada per il mare è breve, e ancor più breve quella verso la falda) e non si è neppure certi di cosa contenesse esattamente quel liquido. L'incidente è simile a quello avvenuto circa 15 anni fa, il liquido che fuoriuscì allora conteneva metalli pesanti, arsenico e altre belle cose. Dopo quell'incidente l'Eurallumina si era impegnata ad utilizzare quel liquido come acqua di processo.

Non appena allertati sono giunti sul luogo carabinieri, guardia costiera, guardia di finanza e vigili del fuoco. Che per competenza hanno allertato il nucleo batteriologico dei vigili del fuoco. Subito sono state bloccate le idrovore dell'Enel, ma la fuoriuscita di liquido è proseguita ancora perchè il pozzo di raccolta è più in alto rispetto alla centrale di circa 20 metri. Il dislivello ha fatto si che il resto del liquido continuasse a scendere verso la zona bassa. Bloccato solo da una barriera di ghiaie posta come diga.

Tra i primi ad accorrere, Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi a Portoscuso, che ricorda:
"Già dieci anni fa a pochi metri di distanza si verificò un fenomeno analogo. Facemmo analizzare l'acqua e risultò ricca di arsenico e con un ph molto alto. In seguito alla nostra denuncia fu installato un sistema di pompe per evitare che l'acqua contaminata zampillasse dal sottosuolo. E, visto che il fenomeno si è ripetuto, tutto fa credere che il pompaggio si sia fermato. [...] Hanno fermato l'Eurallumina ma non hanno assunto alcun provvedimento per evitare questo disastro. Qui ci sono responsabilità pesantissime: da anni il ministero dell'Ambiente si diverte a imporre una bonifica delle falde sotterranee con il progetto 'barriera fisica' dai costi insostenibili. In questo modo si sono lasciate le cose così come sono e ora abbiamo visto quali disastri si stanno provocando"


C'è inoltre il sospetto che ieri ci si sia resi conto del disastro solo perchè il liquido ha cominciato a fuoriuscire copiosamente, ma è possibile che in misura minore stesse fuoriuscendo già da una settimana. Lo stesso Angelo Cremone fa notare che:
"Quella pianta lì fino a due settimane fa era florida, verde come deve essere una pianta, è diventata grigia. [...] Attendiamo di conoscere con esattezza le componenti di quel liquido ma di sicuro sono presenti sostanze inquinanti. Quell'affioramento è la dimostrazione di quanto la nostra falda sia compromessa e di quanto sia urgente procedere alla messa in sicurezza, mettendo da parte i bisticci tra barriera idraulica e barriera fisica."


Sono tante le fabbriche che hanno lavorato e continuano a lavorare a Portovesme, tutte più o meno responsabili dell'inquinamento della falda acquifera. E' importante provvedere alla bonifica della falda acquifera. Secondo l'accordo tra Governo e Rusal "entro il 2010 verrà realizzata una nuova barriera idraulica di contenimento della falda contaminata dell'intero sito industriale di Portovesme" a spese dello Stato. E sempre a spese dei contribuenti sarà anche la bonifica.

Insomma, chi inquina non spende nulla per le bonifiche, e questo non è certo un incentivo a non inquinare. Così capita che non si presti attenzione e accadano incidenti di questo tipo. La storia si ripete e la verità viene a galla, sotto forma di un liquido marroncino.

domenica 29 marzo 2009

I link del Cappellaccio domenicale #3

Agli immigrati piace l'isola: +131% in dieci anni
"Non è ancora il giardino dell'Eden, ma la Sardegna ha un appeal naturale per gli stranieri, che sono conquistati dal mix buona accoglienza sociale, inclusione del servizio sanitario nazionale, inserimento scolastico e rete di servizi messa su da Regione e Comuni a favore degli immigrati. Negli ultimi dieci anni i flussi migratori orientati all'inserimento stabile nell'isola sono aumentati del 131,4 per cento; 11.802 le presenze nel 1997, 27.300 nel 2007."


Asinara, il ricorso è in letargo
"Il ricorso alla Corte costituzionale contro il commissariamento del Parco dell'Asinara si sarebbe misteriosamente arenato nei meandri della burocrazia regionale. La deliberazione del 10 febbraio 2009 della giunta, infatti, non si sarebbe mai tradotta in un atto giuridico formale di conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. Ad accorgersene è stato Fulvio Dettori, direttore generale della presidenza fino a pochi giorni fa, vittima illustre dello spoil system. Infatti, con la delibera 12/5 (che stranamente non è consultabile nel sito della Regione), la giunta guidata da Ugo Cappellacci ha rescisso anticipatamente il contratto con il docente universitario sassarese."


Salvataggio della chimica, ultima chance
"E' l'ultima occasione per ricomporre la rottura consumata venerdì pomeriggio e cercare di salvare l'intesa. Altrimenti sarà una tragedia in termini produttivi e occupazionali, con conseguenze gravissime per realtà messe già in ginocchio da una crisi industriale che evidenzia numeri da paura."

sabato 28 marzo 2009

Eurallumina: una vittoria del ca...ppellaccio

Mentre ero a Roma alla festa del Pdl, col nostro comune amico nonché benefattore e Presidente (anche della Sardegna) Silvio Berlusconi, l'assessore all'Industria, Andreina Farris mi ha chiamato per darmi una bellissima notizia. Per Eurallumina non cambia nulla, ma la facciamo passare come una grande vittoria della Regione e del Governo.


Gioite perchè ora c'è l'accordo

Ecco quello che è accaduto, si tratta di una storia lunga e travagliata. Fatta di Governi e Ministri sordi che improvvisamente in piena campagna elettorale riprendono il dono dell'udito, fatta di colpi di scena tali solo per chi non aveva mai sentito parlare della vertenza dell'Eurallumina, e tanto altro ancora.

E' il 23 febbraio 2008 quando i giornali riportano questa notizia:
Allarme rosso per l'Eurallumina
"Nel corso di un incontro con i sindacati che si è svolto nella sede di confindustria, la Rusal, proprietaria dello stabilimento di Portovesme che produce allumina, ha ufficializzato lo stato di crisi. «È il momento più difficile nella storia dell'Eurallumina»: basta questa frase, pronunciata ieri in Confindustria dai vertici aziendali alle organizzazioni sindacali, per ufficializzare la situazione di crisi dello stabilimento in cui da più di trent'anni si produce allumina esportata in tutto il mondo. Una crisi di cui si vociferava da qualche settimana e che ora è ufficiale: lo stabilimento di Portovesme (450 occupati più i lavoratori degli appalti) è in perdita a causa della concomitanza di una serie di fattori internazionali."


Poi nel tentativo dell'Eurallumina di contenere i costi succedono anche cose strane, e il 31 ottobre 2008 La Nuova Sardegna scrive:
Portovesme, denuncia dell'Arpas alla magistratura
"A rendere l'aria irrespirabile è l'Euralluminia che immette quantità enormi di anidride solforosa. Dagli accertamenti effettuati dei tecnici dell'Arpas (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Sardegna), arrivano finalmente le prime conferme e i primi indizi di responsabilità su chi immette i veleni che portano a un superamento delle concentrazioni di anidride solforosa. [...] L'utilizzo dell'olio ad alto tenore di zolfo è vietato invece l'Eurallumina è riuscita, nonostante l'impianto di abbattimento Sumitomo realizzato con fondi pubblici, a proseguire a bruciare olio Atz."


Ma questi "piccoli escamotage" non sono sufficienti, così il 13 novembre 2008 Eurallumina lancia l'allarme:
Portovesme: si accentua la crisi delle industrie
"Ebbene la società madre, la sovietica Rusal, ha segnalato ai sindacati che la situazione internazionale si è aggravata per cui sarà necessario attuare un piano per la drastica riduzione dei costi che sarà del trenta per cento per il personale diretto della raffineria."


La situazione peggiora il 15 dicembre 2008, quando l'Eurallumina taglia la produzione del 50%:
Portovesme: L'Eurallumina taglia la produzione
"La società Eurallumina di Portovesme ha deciso di ridurre del 50 per cento la produzione di allumina, la materia prima dalla quale viene ricavato l'alluminio."


La Regione comincia a preoccuparsi seriamente e tra novembre, dicembre e gennaio assieme ai sindacati tenta più volte di incontrare gli amministratori o almeno i rappresentanti della Rusal, ma questi non si fanno vivi. Allora sindacati e Regione chiedono l'intervento di Scajola, che non sente. Ma non dimentichiamo che la Regione è da mesi che chiede al Ministro Scajola di far rientrare le imprese del Sulcis (tra cui l'Eurallumina) nel Virtual power plant. In modo da far loro ottenere tariffe energetiche agevolate.

Era infatti il 1° luglio 2008 quando la Sardegna viene esclusa dal Tavolo della chimica:
"Il presidente della regione, Renato Soru, aveva inviato una lettera a Scajola il 1° luglio chiedendo un incontro e ricordando 'l'urgenza dei provvedimenti sul Virtual Power Plant e sugli altri adempimenti in materia di tariffe elettriche'."

Ma Claudio Scajola non sente a novembre e dicembre, figurarsi se sentiva a luglio.

Ancora il 4 febbraio la Rusal è categorica:
"I proprietari russi non ci ripensano: Eurallumina si fermerà a partire dal primo marzo, forse per un anno intero. La risposta dei lavoratori è un presidio davanti a Palazzo Chigi a partire dal 10 febbraio: «Sarà rimosso solo quando il governo scongiurerà la chiusura»."

I lavoratori avrebbero mantenuto lo stipendio per tutto il mese di marzo e dal primo aprile sarebbe iniziata la cassa integrazione.

Arriviamo così alla campagna elettorale, se in primavera si schiudono i boccioli, in campagna elettorale si schiudono le orecchie. Così il 06 febbraio 2009 avviene il miracolo:
Telefonata Berlusconi-Putin, il 18 incontro fra i sindacati e Scajola a Roma
"A metà pomeriggio le agenzie hanno battuto la notizia di una lunga e cordiale telefonata Berlusconi-Putin."

Dopo mesi e mesi finalmente Scajola si impegna a incontrare i sindacati.

Il giorno dopo, Renato Soru incontra i lavoratori di Portovesme:
"Il ragionamento di Soru parte dall'incontro riservato che egli ha avuto a fine dicembre con l'ambasciatore russo Meshkov. 'Avevamo concordato un incontro a Cagliari con i vertici Rusal a gennaio, poi questi signori sono spariti. Dall'altra parte non vedo un governo che se ne occupa. Alle richieste dei lavoratori Scajola non è sembrato essere presente né informato sui fatti e sulla dinamica degli eventi'. [...] Rusal non taglia in maniera omogenea: un terzo delle riduzioni su scala mondiale avviene solo qui. [...] Loro dicono che questo impianto ha costi di produzione più alti per costi aggiuntivi perché può trattare solo la bauxite australiana che costa di più. Oggi l'allumina costa 400 euro a tonnellata ma si vende a 140, così è impossibile produrla. Soru illustra la sua ricetta: mandare avanti i lavori per il progetto di cogenerazione che elimini l'olio combustibile e faccia produrre l'energia e il vapore dal gas, potenziare gli ammortizzatori sociali per i lavoratori diretti e dell'indotto per coprire il 100 per cento dello stipendio."


Il giorno stesso il nostro caro Silvio si affretta a rilanciare:
"Il premier annuncia interventi per scongiurare la fermata dell'Eurallumina: «Ho parlato per 40 minuti con Vladimir Putin: eviteremo il blocco e rilanceremo gli impianti». Poi garantisce personalmente la costruzione della Sassari-Olbia: «Circolano inesattezze: la strada si farà, così come tutte le altre opere legate al G8». Dà certezze sui prossimi passi del governo per l'abbattimento dei costi dell'energia nell'isola: «I sardi pagano il 40% più degli altri italiani: colmeremo presto questo divario»."


E il 12 febbraio esce addirittura una nota ufficiale del Governo:
"A seguito dell'intervento presso le Autorità russe del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Consiglio di Amministrazione della U.C.RUSAL si è impegnato ad un nuovo esame della situazione della EURALLUMINA spa."


Poi finisce la campagna elettorale, io vinco le elezioni e le orecchie si richiudono, o per tornare alla metafora delle stagioni, se in autunno cadono le foglie, quando finisce la campagna elettorale cadono le promesse. L'11 marzo la Rusal conferma quanto aveva annunciato ai primi di febbraio, ossia, Eurallumina chiuderà per un anno, in barba al fantomatico impegno "ad un nuovo esame della situazione" prospettato nella nota del Governo:
"Secondo i piani della proprietà (la multinazione Rusal) i 420 dipendenti dovrebbero ricevere per intero lo stipendio di marzo, mentre dal primo aprile saranno collocati in cassa integrazione per un anno."

Così il giorno dopo sono costretto ad andare a Roma per ricordare al Premier Berlusconi che il problema all'Eurallumina esiste ancora:
"Eurallumina ha chiuso i battenti dopo trent'anni di attività. Oggi il presidente della Regione a Roma dal ministro Scajola."


Così un funzionario del Governo è costretto a presentare un protocollo ai sindacati:
"Il protocollo prende atto della fermata degli impianti e della loro messa in sicurezza e contiene riferimenti ai progetti per un nuovo bacino per i fanghi rossi, per la produzione di energia elettrica e vapore alimentato con metano, e per il cambio della bauxite. «Peraltro per nessuno di questi progetti sono previsti impegni vincolanti per le società Eurallumina e Rusal», accusano i sindaci, «il protocollo contiene riferimenti anche a benefici vari (esenzione tasse rifiuti, eliminazione delle scorte d'obbligo etc.) richiesti dalla Rusal e anche al pagamento di venticinque milioni di euro di rimborsi Iva che avverrebbe, poiché destinati ai numerosi creditori di Eurallumina nel territorio»."


Sembra andare tutto bene, addirittura L'Unione Sarda (forse presa dall'euforia) annuncia un accordo che non c'è, infatti il 24 marzo salta l'accordo sulla cassa integrazione:
"Prima i dettagli sul piano di salvataggio dell'Eurallumina di Portovesme, poi l'accordo sulla cassa integrazione. I sindacati hanno posto condizioni chiare nell'incontro con i vertici dell'azienda: un presidio di lavoratori deve rimanere in fabbrica per tenere in efficienza gli impianti che, in caso di fermo prolungato, sarebbero impossibili da riavviare."


Il 25 marzo il problema dell'Eurallumina sbarca nell'Europarlamento, in un'interrogazione dell'europarlamentare del Pse Donata Gottardi, su sollecitazione della deputata del Pd eletta in Sardegna, Amalia Schirru, si dice che:
"'L'attuale recessione economica sta determinando lo smantellamento dell'apparato produttivo della Sardegna, comportando la decisione da parte dei vertici della societa' di una sospensione dell'attivita' produttiva', si legge nell'interrogazione, in riferimento al fatto che dal 1 aprile scattera' la cassa integrazione per un anno per un massimo di 350 lavoratori. In fabbrica si alterneranno 35 persone a turno, per mantenere efficienti gli impianti."


Si, avete letto bene. Dal 1 aprile scatterà la cassa integrazione per un anno per un massimo di 350 lavoratori [...] In fabbrica si alterneranno 35 persone a turno, per mantenere efficienti gli impianti. E questo lo si sapeva da molto.

Ma veniamo al 28 marzo. L'Unione Sarda è nuovamente euforica, dopo l'errore compiuto quattro giorni prima, finalmente l'accordo è stato raggiunto. Ma l'accordo non dice nulla di più rispetto a quanto la Rusal si era impegnata a fare già diversi mesi prima. Non ci credete? Ecco i termini dell'accordo del 28 marzo:
"Lo stabilimento cessa l'attività per 12 mesi, con decorrenza 1 aprile 2009. [...] Durante la fermata dello stabilimento scatta la cassaintegrazione straordinaria fino ad un massimo di 350 lavoratori diretti. [...] Per quelli dell'indotto Cig in deroga con il sostegno della Regione. L'azienda anticiperà il pagamento della Cig in attesa dei fondi Inps, previsti entro maggio 2009."


Ecco le novità, più che altro i regali alla Rusal:
"Per tutto il periodo di Cig saranno attivati corsi di formazione per tutti i dipendenti. [...] Si prevede uno stanziamento complessivo di circa 120 milioni, di cui il 25% a fondo perduto. Di questi, 90 mln serviranno per la costruzione di un nuovo bacino per lo smaltimento dei residui della bauxite che punta a soddisfare le necissità dello stabilimento per un periodo di 15-20 anni. Altri 20 mln sono destinati a un progetto per l'utilizzo di una diversa bauxite: non più proveniente dall'Australia ma dalla Guinea dove la Rusal (proprietaria dell'Eurallumina) possiede vaste concessioni minerarie. Tutti gli interventi sono previsti con l'estensione del Contratto di Programma esistente o attraverso la stipula di uno ex nuovo. [...] Verrà velocizzato l'iter per il rimborso dei crediti Iva vantati dall'azienda che utilizzerà il ricavato, oltre 20 mln, per pagare i fornitori. Sulle scorte obbligatorie per l'olio combustibile importato, il ministero si impegna a ridurre gli oneri finanziari a carico di Eurallumina. Analogo impegno viene assicurato per esentare lo stabilimento dal pagamento delle tasse sullo smaltimento dei rifiuti non riutilizzabili. [...] Entro il 2010 verrà realizzata una nuova barriera idraulica di contenimento della falda contaminata dell'intero sito industriale di Portovesme (del progetto si sta occupando l'Università di Cagliari). Quanto all'area di Su Stangioni (smaltimento dei residui di bauxite), cessa l'interesse di Eurallumina che intende restituirla al Consorzio industriale di Portoscuso e per gli obblighi di bonifica l'accordo rimanda agli interventi previsti dal progetto generale di messa in sicurezza."


E finalmente quello che la Regione chiedeva da anni, anche se purtroppo viene concesso solo all'Eurallumina:
"L'impianto di Portovesme, altamente energivoro, verrà incluso nello schema del Virtual Power Plant, che punta a incrementare la competizione tra i produttori di energia elettrica in Sardegna. Per migliorare la propria efficienza energetica, l'azienda sta inoltre valutando la fattibilità di un progetto per la costruzione di un impianto a turbina a gas per la produzione di elettricità."


Usando le parole de L'Unione Sarda: "E' stato raggiunto a Roma l'accordo per la vertenza dell'Eurallumina, l'azienda di Portovesme chiusa due settimane fa. La proprietà la multinazionale russa Rusal, punta alla riapertura tra un anno". Se avete letto tutto con attenzione ora troverete divertente quanto sto per riportare (sempre da L'Unione Sarda):
"La notizia è stata diffusa dall'assessore regionale dell'Industria, Andreina Farris, che ha subito informato il presidente della Regione Ugo Cappellacci, giunto ieri pomeriggio nella Capitale per partecipare al congresso del Pdl. Della vicenda si era occupato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che aveva telefonato al primo ministro della Federazione russa Vladimir Putin, sollecitando un suo interessamento."


Usando parole nostre invece, diremmo che l'accordo si è chiuso esattamente come la Rusal aveva proposto mesi prima, chiusura per un anno, tenendo presente che "tale durata potrà dipendere anche dalle condizioni macroeconomiche e dalla dinamica del mercato dell'allumina". Anzi, in più ci sono non pochi regali alla multinazionale russa, che tra un anno (se la crisi sarà finita per l'alluminio) potrà tornare a produrre a Portovesme con impianti migliori, lavoratori migliori, un nuovo bacino per i fanghi rossi (per il quale il Governo si è impegnato ad agevolare la valutazione dell'impatto ambientale, ossia chiuderà un occhio), e con i lavori di bonifica industriale per il 2010. E tutto questo a spese dei contribuenti.

Quanto è il costo di questo accordo? Chi vigilerà che la Rusal mantenga gli impegni? Se tra un anno il settore dell'alluminio dovesse trovarsi ancora in difficoltà, cosa succederà al termine dei 12 mesi di fermata tecnica degli impianti? Le domande sono tante.

L'unica certezza è che ai primi di febbraio eravamo tutti disperati perchè per gli impianti dell'Eurallumina si prospettava una fermata tecnica di 12 mesi e i lavoratori sarebbero andati in cassa integrazione. Ora siamo tutti felici perchè per gli impianti dell'Eurallumina c'è la fermata tecnica di 12 mesi e i lavoratori vanno in cassa integrazione.

La Sardegna torna a sorridere, ma qualcuno si chiede che ca...ppellaccio c'è da sorridere?

venerdì 27 marzo 2009

Occhio non vede cuore non duole in due mosse

Non vi avevo forse avvisato più e più volte su questo mio blog che con me alla Presidenza della Regione saremmo tornati a su connotu? Ebbene, torniamo al vecchio stemma della Regione, quello donatoci nel 1952.


Cambiare la bandiera di un popolo in 2 mosse

Con la L.R. n. 10 del 15 aprile 1999 "la Regione adotta quale sua bandiera quella tradizionale della Sardegna: campo bianco crociato di rosso con in ciascun quarto una testa di moro bendata sulla fronte rivolta in direzione opposta all'inferitura". L'inferitura per chi non lo sapesse è la parte della bandiera aderente all'asta, quindi i mori sbendati rivolti a destra. La bandiera adottata nel 1999 fu questa:


Fino ad allora la bandiera era quella stabilita dalla legge regionale 24 luglio 1950, n. 37. Con i mori bendati e rivolti a sinistra.

Nonostante nel 1999 si sia ripristinata la bandiera tradizionale (mori sbendati rivolti a destra) lo stemma ufficiale della Regione era ancora questo:

Ossia quello impostoci con il D.P.R. del 5 luglio del 1952.

Il 25 gennaio 2005 in Consiglio regionale viene presentato questo disegno di legge:
Stemma, Gonfalone e Sigillo della Regione Autonoma della Sardegna
Il Presidente ricorda che con legge regionale 15.4.1999, n. 10 è stata adottata la Bandiera della Regione che reca un modello grafico diverso da quello previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1952 attributivo di uno Stemma e di un Gonfalone alla Regione stessa.
Le diversità grafiche sono nella raffigurazione in campo crociato dei quattro mori che, nella bandiera, sono rivolti verso destra ed hanno la benda sulla fronte, nel mentre, nella raffigurazione prevista dal citato decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1952, sono rivolti a sinistra ed hanno la benda sugli occhi.
La valenza di tale diversità, non meramente grafica, ma fortemente intrisa di significati profondi nella rappresentazione del simbolo della Regione, comporta la necessità che tutte le altre raffigurazioni formali dell'identità della Regione siano conformate al simbolo della Regione stessa adottato dal Consiglio Regionale per la Bandiera.
Il Presidente, pertanto, propone l'approvazione dell'allegato disegno di legge per l'adozione del simbolo della bandiera della Regione Autonoma della Sardegna approvato con legge regionale 15.4.1999, n. 10, anche quale Stemma e Sigillo della Regione medesima da inserire, altresì, nel Gonfalone della Regione stessa, fermo restando il valore storico del Gonfalone concesso alla Regione con il decreto del Presidente della Repubblica 5 luglio 1952.
Nel disegno di legge è previsto anche che, per l'utilizzo dello Stemma nella nuova grafica, venga adottato, con Decreto del Presidente della Regione. uno specifico "Manuale d'uso" per definire le modalità di utilizzo uniforme dello Stemma in tutti gli atti, provvedimenti e rappresentazioni simboliche della Regione Autonoma della Sardegna.


In questo modo si è reso lo stemma della Regione Sardegna identico alla vecchia bandiera ripristinata con legge regionale nel 1999. Cosa ho pensato bene di fare io?

Ecco, con la delibera del 24 marzo 2009, n, 13/17 ho deciso di:
"ripristinare l'utilizzo in tutti gli atti interni ed esterni della Regione Autonoma della Sardegna dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna, concesso con D.P.R. del 5 luglio del 1952, e assunto, da quella data, quale segno grafico identificativo dell'Amministrazione regionale."


Lo stemma che ci è stato imposto nel 1952 (in evidente contrapposizione con la bandiera tradizionale della Sardegna) ho avuto il coraggio di definirlo:
"patrimonio identitario che per portata storica e valenza simbolica contribuisce a preservare la memoria e dà continuità al patrimonio archivistico dell'amministrazione."


Quindi, mentre l'autoritario Soru, l'uomo solo al comando, per rendere identici i simboli della bandiera a quello dello stemma presentò un disegno di legge, io, uomo del dialogo e del confronto ho decretato senza sentire alcun parere di tornare ad uno stemma che ci fu imposto nel 1952 e che è diverso dalla nostra bandiera.

Questa decisione la dice lunga sul mio pensiero, sulla mia visione di subalternità nei confronti col Governo nazionale. Ho scelto i mori bendati e girati dall'altra parte, ho scelto lo stemma non nostro, lo stemma che ci venne imposto nel 1952. I sardi bendati e girati, in attesa di altre imposizioni.

Una Finanziaria in quattro e quattro 8

Ieri mattina in Giunta abbiamo presentato e approvato in "quattro minuti" la Delibera n. 14/1 del 2009, la Manovra Finanziaria 2009. Fatta di quattro articoli per un totale di 8 miliardi di euro.


Una Giunta senza un progetto per il futuro della Sardegna

Adesso dobbiamo presentarla al Consiglio regionale, prevediamo di farla approvare entro aprile. Il passaggio alla Giunta è stato rapidissimo, ed è avvenuto all'ora di pranzo. E' possibile che le due cose siano in relazione. La Finanziaria vale 8 miliardi, 329milioni e 652mila euro, un disegno di legge che contiamo di far approvare entro aprile. Si tratta della prima fase della Manovra, la più urgente, fatta per "fronteggiare l'emergenza sociale e occupazionale che sta mettendo in ginocchio l'Isola e assicurare sostegno al sistema produttivo".

Ugo Cappellaccio
"Si tratta di una proposta elaborata in tempi necessariamente molto ristretti per poter consentire al Consiglio regionale un esame ed una approvazione che stia dentro i termini del quarto mese di esercizio provvisorio e che consenta di affrontare le più gravi emergenze sociali ed economiche di questo periodo."


Per le imprese la Manovra affronta la crisi attraverso il sostegno al credito, stanziando 19 milioni e mezzo di euro per il 2009 per il fondi rischi dei Consorzi Fidi. Soldi che vanno a integrare i 10 milioni di euro stanziati dalla passata Giunta regionale per il 2008. Anche se nella bozza della Finanziaria 2009 della passata Giunta oltre all'incremento dei fondi per i Consorzi Fidi erano programmati 17 milioni di euro per il Fondo di venture capital per supportare imprese con elevato potenziale di crescita e un taglio di un punto di Irap per abbattere, con 50 milioni, il costo del lavoro delle imprese.

Nell'ambito del sociale, sempre ricalcando la Finanziaria 2009 che stava preparando la passata Giunta regionale, sono previsti 28 milioni di euro per l'assistenza domiciliare a favore di anziani non autosufficienti e 36 milioni di euro per i programmi personalizzati a favore dei disabili. La passata Giunta per il Fondo per la non autosufficienza stanziava 120 milioni di euro all'anno. Restano invece invariati rispetto alla Finanziaria 2008 gli stanziamenti di 5 milioni per il programma "Ritornare a casa", 9 per le azioni di integrazione socio sanitaria, 48 a favore di soggetti con particolari patologie e 30 milioni per azioni di contrasto alla povertà. Sono poi previsti 10 milioni di euro per incrementare la quota dei cantieri lavoro attivati dai Comuni.

Verrà istituito un Fondo di Garanzia Etico per aiutare le famiglie delle fasce più deboli con problemi di credito e contratti di solidarietà e contributi in conto occupazione. Ossia, 3 milioni per l'anticipazione degli ammortizzatori sociali, 6 milioni a sostegno di lavoratori e imprese che faranno ricorso a contratti di solidarietà, 3 milioni in un fondo di garanzia per le fasce sociali più deboli e indebitate, 5 milioni per contributi in conto occupazione. Viene potenziato l'osservatorio sulle povertà e istituito quello sulla crisi economico-sociale.

Per i sindacati e gli istituti privati infine sono previsti 100 milioni di euro per il rilancio e la riqualificazione della formazione professionale, mediante un piano straordinario di interventi da predisporre entro 6 mesi.

E queste sono le "uscite". Per le "entrate" ci spiega Giorgio La Spisa la nuova politica della Giunta, vengono cancellati gli anticipi di imposta di 500 milioni di euro e al loro posto "circa 1,2 miliardi sono destinati alla contrazione di nuovi mutui". Sono inoltre state abrogate le tasse ambientali e la tassa di soggiorno per i turisti (che ogni Comune poteva decidere se farla pagare o meno). In sostanza vengono meno due risorse dei Comuni, infatti le tasse ambientali andavano in un Fondo per i Comuni non costieri, mentre la tassa di soggiorno veniva chiesta da quei Comuni che, dovendo affrontare spese aggiuntive nei periodi di affluenza dei turisti, compensavano queste maggiori spese attraverso questo piccolo contributo chiesto ai turisti.

La Finanziaria 2009 della Giunta Cappellacci è più contenuta della Finanziaria 2008, che era di 8 miliardi e 738 milioni di euro, e ancor più contenuta rispetto alla bozza della Finanziaria 2009 (sempre della Giunta Soru), che era di 9 miliardi e 32 milioni.

Non stupitevi se la mia Finanziaria assomiglia molto alla Finanziaria 2008, come ho detto nelle mie dichiarazioni programmatiche, "la Sardegna non ha bisogno di un Governo con una grande idea", e noi non abbiamo una grande idea, anzi, non abbiamo proprio idee. Abbiamo copiato il programma e volete che non copiamo anche la Finanziaria?

Insomma, abbiamo copiato le Finanziarie regionale 2008 e la bozza di quella del 2009 in molti punti. Per questo motivo l'abbiamo potuta predisporre così rapidamente. Sul lato delle spese, nella formazione professionale (dove ci sono le differenze più sostanziali) infatti abbiamo rimandato gli interventi di 6 mesi. Grosse differenze ci sono soprattutto sul lato delle entrate, abbiamo tolto l'anticipazione sulla quota di entrate che ci deve lo Stato di 500 milioni di euro e faremo ricorso ai mutui (previsto 1,2 miliardi di euro) e cancellato le tasse ambientali (che non hanno ridotto né i flussi turistici né gli attracchi delle barche e gli atterraggi degli aerei). Soprattutto queste ultime rientrano evidentemente tra gli "interventi specifici per affrontare le emergenze lavorative, economiche e sociali dell'Isola".

Il passaggio così rapido in Giunta non serve neppure, visto che ora resterà ferma in attesa che venga costituita la commissione consiliare per il Bilancio per discuterla.

giovedì 26 marzo 2009

Cemento - Ambiente, 1 a 1 palla al centro(destra)

Cari elettori, come ho sempre detto l'ambiente non è né di destra né di sinistra. Però due miei amici Cualbu e Zuncheddu hanno bisogno del mio aiuto.


Il progetto Tuvixeddu


Entrambi hanno avuto due risposte dai tribunali (anche se con esiti opposti), sono felice per Gualtiero e triste per Sergio. Ma forse non tutti voi sapete cosa è accaduto, allora vediamo prima il caso Cualbu e poi quello Zuncheddu.

Gualtiero Cualbu, tramite il gruppo Cualbu è proprietario di Coimpresa, la società che ha fatto il progetto di edificazione sul colle di Tuvixeddu. Nel 1999 gli "Amici della Terra" fecero ricorso contro i nullaosta alla base dell'accordo di programma del 2000. Ricorso che il Tar ha dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione.

Il ricorso era stato fatto perchè per i nullaosta mancava il parere della sovrintendenza architettonica. Il Tar non si è espresso in merito, non ha cioè detto se i nullaosta siano validi o meno, però ha detto che Amici della Terra non potevano impugnarli. A ricorrere al Tar sarebbero dovuti essere l'associazione nazionale di Amici della Terra, non quella regionale. Adesso Cualbu ha la strada in discesa, anche se resta un altro piccolo problema.

Infatti bisogna attendere l'esito del ricorso di Nuova Iniziative Coimpresa contro l'annullamento del nullaosta concesso dal Comune nell'agosto dell'anno scorso per l'ultima parte del progetto Tuvixeddu. Ad agosto era stato l'allora sovrintendente architettonico Fausto Martino a bocciare l'autorizzazione. Il motivo della bocciatura fu l'assenza del parere obbligatorio della sovrintendenza, un parere che non risultava neppure richiesto. Ma ora Martino non c'è più.

Quindi, se Coimpresa dovesse vincere anche questo ricorso, non ci sarebbero più ostacoli tecnici e i lavori di Coimpresa potrebbero andare avanti. Sono sicuro che che si risolverà tutto bene per Gualtiero, anche senza il nostro intervento, che invece potrebbe rivelarsi indispensabile per Sergio.

Sergio Zuncheddu è, tra le altre cose, proprietario dell'omonima società di costruzione che fece due ricorsi contro il ministero dei Beni culturali, le sovrintendenze, la Regione e il comune di Villasimius. Ricorso perso da Sergio il 18 novembre 2008. Sergio aveva fatto ricorso perchè era stato respinto il progetto immobiliare-turistico della società Cala Giunco (subentrata a Poker Sardiniae) da realizzarsi sulle rive dello stagno di Notteri (a Cala Giunco), un progetto di 140 mila metri cubi in zona F, davanti al mare e accanto alla zona umida popolata dai fenicotteri rosa.

Già il 27 giugno 2006 il Sovrintendente ai beni paesaggistici aveva negato l'autorizzazione a realizzare gli immobili, e questo fu il primo duro colpo per Sergio. Poi entrò in vigore la legge regionale "salvacoste" della Giunta Soru, il colpo finale. Così al povero Sergio non rimase nulla da fare se non una serie di ricorsi contro tutto e tutti. Ma il Tar non ne ha voluto sapere.

Tra le altre cose nel ricorso al Tar Sergio chiedeva anche l'annullamento del piano paesaggistico regionale e della delibera di adozione. Questo punto assieme agli altri quattro è stato respinto dal Tar, per la gioia del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della Terra, impegnati da anni nella difesa dell'area di Cala Giunco.

Però caro Sergio, sappi che ti sono vicino e tu lo sai, ti daremo sicuramente una mano, il problema principale è il ppr, lo toglieremo da mezzo ai piedi.

Scelti i capigruppo e i vicepresidenti

Ieri avevo accennato ai capigruppo, ora i gruppi sono fatti, i capigruppo sono scelti e non resta che cominciare. Ecco l'elenco dei capigruppo: Mario Diana (Pdl), Roberto Capelli (Udc), Pierpaolo Vargiu (Riformatori), Giacomo Sanna (Psd'Az), Massimo Mulas (Uds - Misto), Mario Bruno (Pd), Luciano Uras (Prc - Pdci - La Sinistra - Rossomori), Adriano Salis (Idv).


No alle tasse ambientali, si ai mutui

Assieme a Mario Diana nel Pdl ci sono Pietro Pittalis (vicepresidente vicario), Simona De Francisci (vicepresidente) ed Angelo Stochino (segretario). Dall'altra parte, nel Pd, ha vinto Mario Bruno, gli altri due "papabili" erano Chicco Porcu e Gian Valerio Sanna, entrambi però ritenuti eccessivamente vicini all'ex Presidente della Regione. Mario in quanto via di mezzo è stato ritenuto il più adatto a non scontentare nessuno. Mario Bruno si è subito messo a minacciarci dicendo che faranno:
"opposizione senza aggettivi, in linea con il progetto portato avanti nella scorsa legislatura e dal quale dobbiamo partire. Saremo propositivi. Cercheremo di confrontarci apertamente con la maggioranza sulle cose concrete. Per adesso, dalle dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione, Ugo Cappellaccio, non abbiamo visto un'idea di Sardegna. Più che altro abbiamo assistito a dichiarazioni di principio."


Tra l'altro, noi che prendiamo sempre in giro il Pd per la sua mancanza di unità, ieri ci abbiamo fatto una bruttissima figura. E' successo all'elezione dei due vicepresidenti del Consiglio regionale. Da una parte Michele Cossa (Riformatori) è stato eletto con 33 voti, considerando che la maggioranza di centrodestra può contare su 53 voti. Dall'altra parte Giuseppe Luigi Cucca, scelto dalla minoranza di centrosinistra, ha preso 36 voti (la minoranza può contare su 27 voti). Insomma, 20 di noi non hanno votato a Michele Cossa, mentre 9 di noi hanno votato Giuseppe Luigi Cucca. Non è un buon segno da parte della maggioranza. Anche nella scelta dei tre questori è emerso un comportamento non unitario nel centrodestra, Andrea Biancareddu (Udc) ha preso 44 voti, Tore Amadu (Pdl) 29 e Gavino Manca (Pd) 30.

Ieri come saprete non c'ero alla riunione del Consiglio, perchè ero a Roma per sentire come sarà il piano casa. A proposito di questo, voglio dire che:
"Io sono a favore di questo intervento perché è una grande occasione per l'ammodernamento del patrimonio edilizio e aiuta il risparmio energetico, l'energia alternativa, la semplificazione amministrativa. Il cambio di destinazione d'uso è un passaggio non determinante in un provvedimento di questa portata. L'aumento delle cubature è invece importante perché stimola l'edilizia, e comunque va rapportato a un patrimonio edilizio che è in media di 120 metri quadri per casa. A proposito delle procedure in deroga, siamo di fronte a un piano straordinario e quindi bisogna accettare che si proceda anche in deroga ai piani regolatori. In Sardegna non permetteremo interventi entro i 300 metri dal mare e adotteremo la massima prudenza per fascia costiera e centri storici dove procederemo con precise limitazioni."


Oggi invece si discuterà delle mie dichiarazioni programmatiche della settimana scorsa. Ma cosa più importante, oggi la Finanziaria, anzi, la bozza preparata da Giorgio La Spisa e fatta leggere ieri ai sindacati e agli industriali, arriverà all'esame della Giunta. L'incontro con i sindacati e gli industriali è stato abbastanza inutile, perchè si trattava ancora di una bozza, quindi è stato un incontro esclusivamente interlocutorio, anche se rispetto alla prima bozza sono stati inseriti ulteriori capitoli di spesa. E altri capitoli di spesa inevitabilmente dovremo inserirli durante il confronto con la Giunta.

Figuratevi, ognuno ha i suoi interessi e punterà a far inserire fondi. Per non parlare di quando passerà all'esame del Consiglio.

mercoledì 25 marzo 2009

Fenomeni paranormali a L'Unione Sarda

Carissimi, si è da poco concluso l'incontro con i sindacati per la Finanziaria 2009, tra poco si riunisce il Consiglio, ma io vi voglio parlare di una cosa che proprio non riesco a spiegarmi. A L'Unione Sarda avvengono fenomeni sovrannaturali.


Mr. Tarocò: apparizioni, sparizioni


Lo dico perchè sembrerebbe che le firme di Fiorenzo Sartor spariscano nel giro di poco tempo, e invece appaiano dal nulla gli accordi sulla cassa integrazione dei lavoratori dell'Eurallumina.

Il 18 marzo 2009 L'Unione Sarda così scriveva sulla situazione degli impianti di Porto Torres:
In salvo la chimica sarda: chiuso l'accordo Eni-Sartor
Ieri al ministero dello Sviluppo economico, Fiorenzo Sartor e i vertici dell'Eni hanno raggiunto l'accordo per il passaggio della proprietà degli impianti del ciclo clorosoda all'imprenditore veneto, proprietario della Safi Spa. Per la Sardegna significa che la Syndial di Assemini (gruppo Eni) presto cambierà padrone.

Ricorderete le reazioni entusiaste. Claudio Scajola diceva: "L'accordo prevede che l'operazione di acquisizione si chiuderà entro il 24 marzo". Invece la firma dell'acquisto è slittata ulteriormente (come saprete, non è la prima volta).

Altro fatto inquietante è un accordo (per la cig dei lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme) apparso dal nulla stamattina alle prime luci dell'alba.
Ieri alle 20:19 sul sito de L'Unione Sarda appariva questo articolo:
Eurallumina: slitta accordo per la Cig
Intanto si è chiusa con un nulla di fatto la riunione di oggi nella sede della Direzione provinciale del Lavoro che avrebbe dovuto dare il via libera alla firma della cassaintegrazione per i circa 400 dipendenti diretti dello stabilimento di Portovesme. I sindacati si sono divisi e l'incontro è stato aggiornato a lunedì 30, quando si conosceranno anche i contenuti del protocollo d'intesa su cui sta lavorando il ministero.


Magicamente stamattina sul quotidiano L'Unione Sarda è apparso questo:
Eurallumina, al via la cassa integrazione
Trecentocinquanta nuovi cassaintegrati nel Sulcis Iglesiente. Da ieri pomeriggio la fermata dell'Eurallumina di Portovesme decisa dalla proprietaria Rusal si è tradotta in ammortizzatori sociali rimasti al momento l'unica certezza: la cassa integrazione scatterà il primo aprile e durerà fino al 30 marzo 2010. L'accordo è stato firmato ieri pomeriggio da rappresentanti dell'azienda ed organizzazioni sindacali nella sede dell'assessorato al Lavoro e prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali per massimo 350 lavoratori, mentre in fabbrica resteranno a rotazione 35 operai.


Capite bene dunque cari elettori il mio sconcerto. Qui siamo di fronte a fenomeni paranormali inspiegabili, e io ho un po' di paura.

Tra capigruppo, sindacati e richieste esose

Ieri abbiamo scelto il capogruppo del Pdl, sarà Mario Diana (di AN), e non poteva essere altrimenti. Dopo la scelta di Claudia Lombardo alla presidenza del Consiglio regionale, dovevamo compensare il torto subito da Ignazio Artizzu dando il posto di capogruppo a qualcuno di An.


Aria Fresca nella politica e riserve indiane

Dunque nonostante i malumori Mario Diana è stato votato all'unanimità. Oggi verso le 16:30 si riunisce il Consiglio, si discuterà del programma della Giunta e dell'elezione dell'ufficio di presidenza. Per ora la vicepresidenza della Giunta è di Sebastiano Sannittu (Riformatori). Un posto alla vicepresidenza del Consiglio dovrebbe andare a Michele Cossa (Riformatori), l'altro posto da vicepresinte del Consiglio spetta all'opposizione, è probabile scelgano Francesca Barracciu (Pd).

I posti da questore sono molto incerti, per ora si parla di Nello Cappai (Udc), Nicola Rassu (Pdl) e Adriano Salis (IdV). I nomi sono incerti perchè dipenderà anche dalle altre poltrone, quelle delle commissioni e dei gruppi. Noi il nostro capogruppo l'abbiamo già scelto, sarò Mario Diana, il nostro vicario sarà Pietro Pittalis (ex Psdi, ex Forza Italia, ne è stato anche portavoce, ex Udeur e ora nuovamente nel Pdl) e il vice sarà Simona De Francisci (Videolina), mentre il segretario sarà Angelo Stochino (Forza Italia - Pdl).

Ma prima della riunione del Consiglio, in tarda mattinata io e Giorgio La Spisa vedremo i sindacati, Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), per discutere ancora della Finanziaria 2009. I sindacati sono felici della "disponibilità manifestata dalla Giunta a un confronto costante e continuo con il sindacato", ma vorrebbero "superare la fase di interlocuzione", in parole povere andare al sodo. Aspettano che la Giunta recepisca i loro suggerimenti. Cgil, Cisl e Uil dicono che la Finanziaria "deve mettere a disposizione dei Comuni le risorse più adeguate per creare nel più breve tempo possibile il maggior numero di occasioni di lavoro" (ad esempio cantieri comunali, progetti straordinari di forestazione e bonifica), deve contenere "un programma straordinario di edilizia abitativa per il 2009", e "un reale diritto allo studio attraverso un assegno per gli studenti fuori sede" attraverso anche la "riconferma con modifiche e adeguamenti della misura Master & Back".

Poi:
"Incentivi all'occupazione e il relativo sostegno alle imprese, risorse adeguate per il reddito di cittadinanza, incremento dei fondi per la non autosufficienza e le famiglie, l'istituzione di un sistema regionale di ammortizzatori sociali, interventi a favore del microcredito, istituzione dell'albo regionale dei mediatori culturali e misure a sostegno dell'inclusione sociale ed economica degli immigrati, un piano straordinario di formazione professionale, stabilizzazione dei lavoratori della formazione professionale."


Ma l'assalto alla Finanziaria non si ferma con i sindacati, anche Coldiretti fa le sue richieste, 3 milioni di euro per lanciare l'uso dei suoi prodotti nelle mense scolastiche ed ospedaliere, altri 10 milioni per superare il frazionamento fondiario delle aziende agricole, e così via a suon di milioni.

E queste sono le richieste palesi, perchè poi ci sono tutte le associazioni, confederazioni, cooperative, imprese, settori, enti, ecc. che fanno pressioni più o meno evidenti. Insomma, se torniamo ad indebitarci un motivo ci sarà, abbiamo vinto grazie alla promessa che avremmo riaperto il portafoglio alle richieste di tutti questi settori dell'economia inefficiente e sprecona della Sardegna. Economia che non crea sviluppo, ma si aggrappa ai finanziamenti pubblici (pagati dai contribuenti) per sopravvivere.

Vedremo, i soldi non sono molti, mentre quelli da accontentare sono troppi.

A proposito del piano casa

"L'edilizia è un comparto chiave nel più generale processo di rilancio delle infrastrutture e dell'intera economia isolana. [...] come ho avuto modo di sottolineare nel primo confronto che ho avuto con il presidente del Consiglio Berlusconi e col governatore del Veneto Galan, che ha fatto da apripista in questo campo. [...] con l'assessore dell'urbanistica Asunis stiamo approfondendo la materia e contiamo di presentare in Consiglio regionale e approvare entro l'estate una legge che, oltre a fare chiarezza e fissare regole certe sugli interventi possibili, sarà un mix tra le legittime aspettative dei proprietari di case e dei costruttori e la doverosa tutela dell'ambiente e del paesaggio. [...] È ora di finirla con la trita contrapposizione tra cementificatori e tutori delle bellezze naturali. Questa è una visione talebana della politica. Non siamo gli amici del cemento, né i distruttori dell'ambiente."
Ugo Cappellaccio


Il piano casa di Silvio, tra incostituzionalità e rischi sistemici
Il provvedimento del governo Berlusconi potrebbe avere effetti positivi sull’economia. Ma i numeri raccontano una storia un po' diversa. Soprattutto in termini di vantaggi effettivi.


Il lato oscuro del piano casa
L'Italia ha una lunga tradizione di abusivismo edilizio e, con ciò, ha già intaccato il suo preziosissimo patrimonio paesaggistico e urbano. Ma l'Italia ha anche una consolidata tradizione di evasione fiscale, di lavoro nero e di gravi infortuni sul lavoro, specialmente nel settore dell’edilizia "semi-domestica" e nelle attività connesse.


La casa si allarga, ma perde valore
Il varo del piano casa è imminente. Chi lo critica prospetta i rischi di una cementificazione indiscriminata del paese, ma sembra dare per scontati gli effetti positivi sull'economia. Che nel breve periodo ci sarebbero davvero: il piano farebbe aumentare il Pil dell'1,4 per cento. Ma nel medio periodo i benefici sarebbero annullati da un calo dei consumi dovuto alla diminuzione della ricchezza delle famiglie. Perché la rimozione dei vincoli amministrativi accrescerebbe l'offerta di abitazioni, facendo scendere di conseguenza il loro prezzo.



Per i più curiosi, questa è la bozza disconosciuta da Berlusconi.

martedì 24 marzo 2009

La Giunta regionale (si) indebita

Ricordate la vertenza entrate tra Regione Sardegna e Stato? Ebbene, metteteci pure una pietra sopra, la Giunta Cappellaccio preferisce indebitarsi, cancellato l'anticipo di 500 milioni di euro sulle entrate che il Governo centrale deve alla Sardegna. Tanto lo sappiamo che non ce li darà mai.


Cancellato l'anticipo di 500 milioni di euro

Lo Stato con la Finanziaria 2007 aveva riconosciuto alla Sardegna il diritto di compartecipare al gettito di tutti i tributi maturati nella nostra Regione. Un'importantissima conquista dovuta ad una lotta durata decenni, rafforzatasi con la Giunta Soru, e che si è conclusa (almeno così si pensava) con la vittoria del popolo sardo. Così avevamo ottenuto il diritto ad iscrivere ogni anno in bilancio l'anticipo sulla quota delle entrate che il Governo si era impegnato a corrisponderci. Ora questa conquista è stata annullata dalla nuova Giunta.

L'assessore al Bilancio Giorgo La Spisa ha infatti deciso di cancellare l'anticipo di 500 milioni di euro, preferendo ad esso il "ricorso ad uno o più mutui o, in alternativa, il ricorso a prestiti obbligazionari, dall'amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo complessivo identico, 500 milioni per spese di investimento".

L'operazione di finanza masochista equivale a una famiglia che vanta un credito, ma anzichè pretendere gli venga pagato, preferisce usare quel credito come garanzia per indebitarsi per lo stesso ammontare. Il problema è che indebitandosi dovrà pagare gli interessi, quindi in tasca non avrà l'ammontare del credito, ma una somma ridotta dagli interessi.

La Sardegna riprende dunque la politica dell'indebitamento che l'ha portata in pochi anni ad avere nel 2004 un disavanzo di 3 miliardi di euro, oggi ridotto a circa 2 miliardi di euro. Ma la cancellazione della quota delle entrate, il nuovo ricorso al debito (che nel 2007 era stato azzerato) e nuovi capitoli di spesa che la Giunta Cappellaccio prevede, porteranno rapidamente il disavanzo a superare il livello enorme raggionto dalla Giunta Masala (con me assessore al Bilancio) negli anni 2003-2004.

Ad esempio, per accontentare soprattutto la Cisl, ma anche gli altri sindacati, gli istituti privati e altri enti ed entini più o meno inutili, abbiamo deciso di stanziare 20 milioni di euro andranno a finanziare l'inefficiente formazione professionale.

Altri 5 milioni di euro andranno alla Igea spa, per le bonifiche delle zone minerarie, certo, se il Cipe non avesse cancellato i fondi previsti per le bonifiche industriali sarebbe stato meglio. Alla Igea andranno anche 10 milioni di euro per la ricapitalizzazione della stessa società. Società che tornerà ad essere usata come poltronificio e per dare posti di lavoro a chi sappiamo noi. Per questo dobbiamo finanziarla con i soldi dei contribuenti (o meglio con l'indebitamento).

Ovviamente sono soddisfattissimi i sindacati, ma anche le banche, gli enti ed entini, il Governo (che non sarà più costretto a darci quanto dovuto), ecc. Quelli che ci perdono non se ne accorgono, sono troppo presi a sorridere.

Addio alle tasse ambientali

La Giunta Cappellaccio ha deciso di cancellare le tasse ambientali (meglio conosciute come tasse sul lusso) istituite dalla Giunta Soru nel 2006.


La legge sarda nota come "tassa sul lusso" fa male al turismo (e invece è aumentato)

Ricorderete le polemiche che ci furono in seguito all'approvazione delle tasse ambientali, subito ribattezzate dal Corriere della Sera come "tasse sul lusso". Con questo nome sono poi state riprese dagli altri organi di informazione, e con questo nome sono conosciute da tutti.

Ebbene, queste tasse ambientali vennero istituite dalla Giunta Soru con la L.R. 4/06, con l'articolo 3 (Imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico) e con l'articolo 4 (Imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto), modificate entrambe dall'articolo 3 della L.R. 2/07. Questi sono gli importi delle tasse:

L'imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico è stabilita nella misura annua di:
a) euro 9 per metro quadro per unità immobiliari di superficie fino a 60 mq;
b) euro 11 per ogni metro quadro eccedente i 60 mq e fino a 100 mq;
c) euro 14 per ogni metro quadro eccedente i 100 mq e fino a 150 mq;
d) euro 15 per ogni metro quadro eccedente i 150 mq e fino a 200 mq;
e) euro 16 per ogni metro quadro eccedente i 200 mq.
La superficie di riferimento ai fini del calcolo della base imponibile è quella dichiarata o accertata ai fini catastali.

Per una casa da 300 mq la "tassa sul lusso" è di circa 4mila euro l'anno, che fanno meno di 80 euro la settimana. Prendere in affitto una casa di 150 mq alla settimana costa non meno di 150 euro la settimana, la tassa sul lusso su questa abitazione è di 1680 euro all'anno, circa 30 euro alla settimana.

L'imposta regionale sugli aeromobili è dovuta per ogni scalo, quella sulle imbarcazioni e le navi da diporto è dovuta annualmente. Essa è stabilita nella misura di:
a) euro 150 per gli aeromobili abilitati fino al trasporto di quattro passeggeri;
b) euro 400 per gli aeromobili abilitati al trasporto da cinque a dodici passeggeri;
c) euro 1.000 per gli aeromobili abilitati al trasporto di oltre dodici passeggeri;
d) euro 1.000 per le imbarcazioni di lunghezza compresa tra 14 e 15,99 metri;
e) euro 2.000 per le imbarcazioni di lunghezza compresa tra 16 e 19,99 metri;
f) euro 3.000 per le navi di lunghezza compresa tra 20 e 23,99 metri;
g) euro 5.000 per le navi di lunghezza compresa tra 24 e 29,99 metri;
h) euro 10.000 per le navi di lunghezza compresa tra 30 e 60 metri;
i) euro 15.000 per le navi di lunghezza superiore ai 60 metri.
Per le unità a vela con motore ausiliario l’imposta è ridotta del 50 per cento.

Faccio presente che uno yacht di 60-70 metri costa (prendendolo in affitto) tra i 200 e i 300mila euro la settimana. Il costo della "tassa sul lusso" per lo stesso yacht è invece di 15mila euro all'anno, che fanno circa 288 euro alla settimana.

Prezzi proibitivi dunque, tanto che le polemiche su queste imposte (con Briatore & Co. capofila delle proteste) portarono il Governo Prodi a fare ricorso.

Così la Corte Costituzionale rese illegittimo l'articolo 3 della L.R. 4/06, ma decretò, con la sentenza n. 103/2008, la legittimità dell'articolo 4 della L.R. 4/06. Dunque venne cancellata la tassa sulle seconde case, ma mantenuta quella sugli scali degli aerei da turismo e gli ormeggi delle unità da diporto (superiori a 14 metri) nelle strutture sarde.

Restava ancora un problema di restrizione alla libera concorrenza, sanato dalla modifica che eliminava la discriminazione tra imprese che utilizzano mezzi da diporto per scopi commerciali.

Nello Statuto, all'art. 8 lettera i, c'è scritto:
"Le entrate della regione sono costituite da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri che la regione ha facoltà di istituire con legge in armonia con i principi del sistema tributario dello Stato."

Fino ad allora nessuna Giunta regionale aveva però osato applicarlo, come nessuna Giunta aveva osato chiedere con forza (non sussurrare la richiesta) la quota parte delle imposte che di diritto spettano alla nostra Regione.

Ieri la Giunta Cappellaccio ha fatto marcia indietro rispetto a questa importante conquista, cancellando l'imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto. Dunque anche se per Statuto la Sardegna ha il diritto di imporre tasse sul turismo, e nonostante i fatti abbiano dimostrato che l'introduzione di queste tasse non abbiano influito minimamente sui flussi turistici (che in questi anni sono aumentati più che nel resto d'Italia), si è deciso di rinunciare a questo diritto.

Fossimo una Regione ricca e senza problemi giustamente potremmo farne a meno, ma non è così. Se non abbiamo il coraggio di pretendere ci vengano riconosciuti i nostri diritti, se non abbiamo il coraggio di mantenere le conquiste fatte, e anzi, le perdiamo di nostra volontà, non andiamo lontani. Quale autonomia, quale autorità ha una Giunta che disconosce i suoi diritti rinunciando all'autonomia impositiva?

La "tassa sul lusso" era la fonte di finanziamento del fondo perequativo per le zone interne della Sardegna, zone che non godono delle entrate del turismo costiero e dunque bisognose di attenzioni, attenzioni che ora con la sparizione del fondo, verranno meno.

Tranquilli, siamo una Giunta con un amico al Governo, senza diritti, ma con un amico che ci aiuta, forse.

lunedì 23 marzo 2009

A pensar male si fa peccato #1

Oggi l'Assessorato agli Affari generali, personale e riforma della regione (Ketty Corona) ha revocato il bando di selezione di quattro esperti in materia di valutazioni ambientali. Le motivazioni da loro portate non sembrano sufficienti, quindi scateno la mia fantasia.


Ugo Cappellaccio indica dove trovare ampie sacche di voti

Il 22 dicembre 2008 la Direzione Generale della Difesa dell'Ambiente approva la determinazione 32291/Det/1210. Da questa determinazione ne consegue il seguente bando pubblicato sul BURAS il 31 dicembre 2008:
"Bando relativo all'avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio di quattro esperti in materia di valutazioni ambientali per l'affidamento di un servizio di consulenza e collaborazione della durata di sei mesi per un esperto in materia di salute pubblica, un economista con esperienza in analisi economica ambientale, un ingegnere chimico esperto in impiantistica e un esperto in modellistica ambientale (aria, acqua, suolo)."

La scadenza viene in un primo momento fissata al 20 gennaio, successivamente prorogata al 20 marzo "per consentire una più ampia partecipazione".

Oggi il bando è stato revocato [ricordo che l'assessore agli Affari generali, personale e riforma della regione è Ketty Corona]. Il motivo della revoca a quanto si legge è il seguente:
"Tale provvedimento si è reso necessario poiché l'Assessorato regionale degli Affari generali, personale e riforma della regione ha rilevato la necessità di definire meglio le professionalità richieste e l'opportunità di integrare la definizione dei criteri di assegnazione del punteggio mediante colloquio."


Perchè il bando è stato revocato? Perchè è nata "la necessità di definire meglio le professionalità richieste"? Quali sono queste nuove professionalità? Perchè vogliono usare il colloquio per dare più punti?

Proviamo a rispondere. Per ora possiamo solo fare ipotesi (infondate o fondate sarà il tempo a dircelo). Il colloquio permette di utilizzare un metodo di valutazione soggettivo, col colloquio posso dare punti a chi voglio, il colloquio permette di far vincere chi voglio io. Questa ovviamente è una possibilità.

Trattandosi di un tema (quello delle valutazioni ambientali) molto importante da qui a breve, sorge il dubbio che si vogliano dare questi posti a "persone di fiducia".

A pensar male si fa peccato, io intanto la butto li, poi non dite che non vi avevo avvertito.