Non vogliamo scaricare cemento sulle coste
Ho cominciato a vantare il federalismo fiscale, dicendo che "è un processo verso cui dobbiamo orientarci per motivi di sopravvivenza", sottolineando l'importanza dell'art. 25 "il riconoscimento della condizione di insularità". Dimenticandomi però che il federalismo se non stiamo attenti ci priverà delle conquiste che abbiamo fatto negli ultimi anni nei rapporti con lo Stato centrale per il riconoscimento di una quota dei tributi. Abbiamo appena perso le quote dei Fas, nel mio silenzio più totale.
G8 A LA MADDALENA - Il fatto che i principali organi di informazione in Sardegna (Videolina e L'Unione Sarda entrambe del mio amico palazzinaro Sergio Zuncheddu) abbiano taciuto per quattro anni ciò che di buono faceva la Giunta Soru, mi permette, ora che ho vinto le elezioni, di prendermi tutti i meriti (dai lavori nella linea ferroviaria a quelli negli ospedali, dai fondi per le calamità fino al G8). Il G8 è uno di questi meriti che rubo. Pensate, il G8 a La Maddalena è stato deciso dalla Giunta Soru e dal Governo Prodi. Mentre il nostro amico Berlusconi non ha mai nascosto la sua intenzione di farlo a Napoli, ma ormai gli impegni erano stati presi e i lavori erano iniziati, quindi nonostante ci abbia provato non è riuscito a rubarci il G8. Che amico Silvio. Comunque i giornalisti mi hanno chiesto cosa pensassi del G8 in Sardegna, e io ho risposto che è "un'occasione unica per la Sardegna, sarà un vetrina straordinaria con partecipanti straordinari". I leader che parteciperanno al vertice potranno "anche diventare grandi testimonial, cui affidare il messaggio della Sardegna terra ospitale, con grande potenziale turistico. [...] Un'occasione che non vogliamo perdere", occasione che per colpa dell'amico Silvio e di Giulio Tremonti che non sblocca i fondi abbiamo rischiato e rischiamo di perdere. Poi la perla, ho detto che "sapremo gestire con tutti i crismi anche gli aspetti legati alla sicurezza del G8. Ho visto, insieme a Bertolaso, il lavoro che si sta facendo. Abbiamo fiducia sul fatto che l'Italia sarà in grado di gestire con tutti i crismi anche gli aspetti legati alla sicurezza". Ovviamente non spetta alla Regione la sicurezza, che invece è un compito dello Stato. Ma visto che ho rubato i meriti per il G8, lo faccio fino in fondo. Concludendo, "con il G8 alla Maddalena sono sicuro che faremo fare una bella figura a tutto il Paese". Sperando che Tremonti si decida a sbloccare i fondi promessi che servono per pagare le imprese che hanno vinto gli appalti.
TURISMO E CEMENTO - Immancabile la sparata sui 20 milioni di turisti, quindi l'ho detto subito, prima di dimenticarmene, che "puntiamo a raddoppiare la quota di Pil legato al turismo", portando da "12 a 20 milioni le presenze", perchè "oggi il turismo rappresenta circa il 6-7% del Pil sardo. Troppo poco. Puntiamo a raddoppiare l'incidenza del turismo sul nostro Pil".
Naturale la domanda sulle possibili cementificazioni, ebbene, non mi sono fatto cogliere impreparato, e ho prontamente risposto che il territorio "è una risorsa straordinaria, non vogliamo disperderla né dissiparla [...] Nessun atteggiamento filo-cementificatore da parte nostra", ma, c'è un ma... "Ma siamo convinti che l'ambiente possa essere rispettato con l'intervento dell'uomo e con uno sviluppo sostenibile. La miglior tutela dell'ambiente si ottiene proprio con l'intervento dell'uomo". Questo ragionamento non fa una piega, avete mai visto un ambiente dove l'uomo non ha mai messo mano? Non è per nulla tutelato, si vede, privo di palazzoni, senza villette a schiera, privo di tutela insomma.
Comunque "non vogliamo scaricare cemento sulle coste", proprio sulle coste no, li vicino, molto vicino. "La Sardegna è una delle Regioni che ha competenza primaria in materia urbanistica, l'edilizia tiene in vita un sistema", dunque il piano casa è anche un "vettore di coesione sociale". Che sillogismo. Intanto il giorno dopo la nostra vittoria alle elezioni si aprivano già cantieri nelle coste (cantieri in nero, con lavoratori in nero) e due giorni dopo le elezioni gli operai della ditta del mio amico Gualtiero Cualbu hanno montato le gru a Tuvixeddu.
Poi mi hanno chiesto perchè abbiamo cancellato le tasse sul lusso, e io ho risposto che le abbiamo eliminate "perché riteniamo che abbiano portato un vero danno alla nostra economia [...] nell'ambito di governo dell'attività della precedente giunta ci sono state scelte che hanno portato grave danno alla possibilità di sviluppo della Sardegna. Non si e' investito come si poteva e si doveva sul turismo". In realtà il danno non c'è mai stato, pensate, non solo dal 2004 al 2007 gli arrivi dei turisti in Sardegna sono aumentati del 18% (mentre in Italia solo del 2,1%), ma le presenze nello stesso periodo sono aumentate del 15% (mentre in Italia solo dell'1,2%). In Sardegna nei quattro anni di Giunta Soru abbiamo registrato l'incremento maggiore di arrivi e di presenze di turisti di tutta Italia. Per di più ci sono stati aumenti sia negli arrivi di imbarcazioni sia di aerei. Insomma, l'imposta regionale su aeromobili ed unità da diporto (la così detta tassa sul lusso) non ha avuto alcun effetto negativo sul turismo. Ma è bello continuare a raccontare questa balla per giustificare il fatto che abbiamo tolto una tassa che dava risorse ai Comuni della Sardegna.
I CONTI CON LA SANITA' - Dopo la bugia sul turismo non poteva mancare quella sulla sanità. Ci siamo impegnati tanto durante gli anni disastrosi di Giunta Pili e Masala (quest'ultima con me come assessore al Bilancio) in cui abbiamo aggravato tremendamente il disavanzo della Sanità. Pensate che a causa dei conti disastrosi nel 2001 ci hanno bloccato le risorse statali pari a 72 milioni di euro. Invece la Giunta Soru ha sottoscritto con lo Stato un piano di rientro, ha approvato il Piano sanitario regionale (per la prima volta dopo 20 anni). E sono perfino riusciti nel 2007 a coprire tutto il deficit che noi avevamo accumulato con tanta fatica.
Capite dunque la rabbia che ho, tanto che su questo tema ho detto non solo bugie, ma anche false calunnie pesantissime, insinuando che sui conti della Sanità "stiamo facendo una ricognizione dello stato dell'arte per vedere se il dato di partenza è realistico o meno. Abbiamo qualche preoccupazione rispetto ai bilanci di alcune Asl, nella speranza di non avere brutte sorprese". Ho dovuto dire questo perchè un giornalista ha vantato la Giunta Soru per l'opera di risanamento dei bilanci della Sanità, tanto che ora la Sardegna è tra le regioni che non risulta in rosso su questo fronte. Per questo ho subito detto che "non voglio parlare di conti truccati, non sarebbe né opportuno né serio. Ma nel dibattito in consiglio è stata espressa qualche preoccupazione in questo senso e abbiamo ritenuto di fare una ricognizione".
Pensate che i bilanci li legge la corte dei conti e anche l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (ASSR). Ma dovevo pur dire qualcosa. Anzi ho detto di più, ho detto che in Sardegna "abbiamo liste d'attesa spaventose. Dobbiamo fare un intervento serio per eliminare questo problema. Dobbiamo puntare a una sanità di eccellenza".
Tradotto significa sanità privata, come quella della clinica Lay forse, fallita. Ma pensate, non è vero che le liste d'attesa in Sardegna sono peggio che in altre regioni, a dirlo è sia l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, sia altri studi, come quello della Cisl.
"L'analisi dei tempi d'attesa condotta dall'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (ASSR) con metodologia uniforme per tutte le Regioni, colloca la Regione Sardegna in una situazione complessivamente accettabile per quanto attiene ai tempi massimi di attesa sia per le prestazioni ambulatoriali sia per quelle di ricovero programmato monitorate. Peraltro, l'ampia variabilità dei tempi di attesa a livello interaziendale e intraziendale rivela l'esistenza di aree di sofferenza e disagio per gli utenti, particolarmente evidente in alcune strutture, che richiedono la definizione di adeguate strategie di intervento."
Strategie definite con il Piano Regionale attuativo di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008 della Delibera n. 28/15 del 28 giugno 2006, poi adeguata con la Delibera n. 4/7 del 30 gennaio 2007, e la Delibera del n. 49/33 del 5 dicembre 2007, che stanzia euro 4.237.745 per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 di cui euro 1.412.582 per le attività del CUP (Centro Unico di Prenotazione), più "ulteriori stanziamenti, pari a euro 2.500.000 annui, destinati dalla Regione Sardegna alla realizzazione nelle Aziende Sanitarie di progetti volti al contenimento dei tempi d'attesa con particolare riferimento a prestazioni selezionate sulla base delle criticità riscontrate nelle singole realtà territoriali, ai sensi dell'art. 32, comma 13 della Legge Regionale 29 maggio 2007, n. 2."
Le criticità le potete vedere nell'allegato 1 contenuto in questo file. Sono quelle colorate di bianco e sono relative a "prestazioni che, a partire dall'esperienza di monitoraggio dei tempi d'attesa condotta negli ultimi anni, manifestano maggiore criticità nei tempi di erogazione e dimostrano particolare impatto sulla salute dei cittadini e sulla qualità dei servizi".
Insomma, una volta coperto il buco, anzi la voragine della Sanità, la Giunta Soru si era mossa proprio per ridurre i tempi di attesa, che comunque non sono così drammatici come tanti nel centrodesra vogliono far credere. Basta guardare l'indagine della Cisl. Queste sono le peggiori:

Come vedete la Sardegna non è tra le peggiori. Questi sono invece i dati della Sardegna:

Ci sono evidenti ritardi per le visite oculistiche e urologiche, per il resto siamo ampiamente sotto la media. Potete vedere voi stessi da questa tabella in cui è indicata la media in Italia e nel Mezzogiorno:

Le delibere e il "Piano Regionale attuativo di contenimento dei tempi di attesa per il triennio 2006-2008" sono comunque volti a risolvere questi problemi, riducendo i tempi di attesa. Tempi che comunque risultano ampiamente più corti rispetto a quanto vogliono far credere certi miei colleghi del centrodestra. L'indagine della Cils lo dimostra chiaramente, ed è un'indagine seria, mica come quella dei Riformatori a caccia di poltrone (all'assessorato alla Sanità o alla direzione generale della Asl 8 di Cagliari), primi fra tutti Pierpaolo Vargiu e Fabio Meloni.
E pensate cari elettori, dopo tutto questo ho avuto il coraggio di dire che "qualunque azione di governo deve partire da un presupposto: non si possono valutare i provvedimenti di chi ci ha preceduto sulla base del pregiudizio. E non c'è in noi nessun desiderio di distruggere quello che è stato fatto prima solo perchè di un colore politico diverso dal nostro. Anzi crediamo ci siano cose positive, ma anche azioni che hanno portato gravi danni alla Sardegna". Di sicuro lo stemma della Regione rientra tra le "azioni che hanno portato gravi danni alla Sardegna" visto che l'ho cambiato, e così pure le tasse ambientali.
Certo, non c'è assolutamente "nessun desiderio di distruggere quello che è stato fatto prima". Sorridi Sardegna.
















Sparale Ugo, sparale ora,
RispondiEliminaE dopo un colpo sparale ancora...
Dentro alla bocca stringevi parole
Troppo gelate per sciogliersi al sole...
(liberamente ispirate a "La guerra di Piero" F. De Andrè)
Grazie Paolo per la bella canzone. La guerra di Ugo.
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