Il ministro Luca Zaia
Ai primi di marzo l'Assessore Prato (grande amico di Luca Zaia) partecipa ad un convegno e da le prime indicazioni della sua politica e sui Gal dice:
"Sono i Gal che detengono le maggiori risorse sulla multifunzionalità per il comparto primario previste dal Programma di sviluppo rurale 2007/2013. A brevissimo incontrerò i rappresentanti per mettere a punto una strategia comune, affinché le risorse siano indirizzate prevalentemente al settore primario"
MULTIFUNZIONALITA' - Tuttavia si dimentica della prevalenza del settore primario neanche un mese dopo, quando il 29 marzo La Nuova Sardegna pubblica un articolo dell'Assessore che dice:
"E' da una rappresentatività regionale qualificata che risponda alle richieste del mondo agricolo che bisogna partire per affrontare la costituzione dei nuovi Gruppi di azione locale. I Gal, infatti, rivestono un ruolo decisivo per lo sviluppo rurale e dei nostri territori e devono mettere in atto la multifunzionalità delle aziende agricole della Sardegna, grazie alla straordinaria dote finanziaria attribuita dal legislatore. Oggi il comparto primario è seriamente a rischio d'estinzione, solo con la multifunzionalità si può riuscire a salvarlo, un mondo la cui vocazione ha tradizioni millenarie che noi tutti dobbiamo difendere. Ma sappiamo anche che il reddito (pil) per ettaro prodotto è spesso di gran lunga inferiore rispetto alle medie nazionali. Ecco perché la diversificazione economica nelle aziende, che può avvenire anche con piccole cose come attività imprenditoriali integrative rispetto a quella primaria può essere lo strumento privilegiato per l'integrazione al reddito. [...] È preciso intendimento dell'assessorato dell'Agricoltura, che ho il compito e l'onore di guidare, assegnare delle priorità, nell'elaborazione dei Piani di sviluppo locale, al settore primario. E considerato che le organizzazioni datoriali e sindacali sono i primi rappresentanti del mondo delle imprese rurali, l'assessore regionale dell'Agricoltura avrà con loro, oltre che con gli enti locali, un'interlocuzione privilegiata, senza per questo tralasciare di instaurare un dialogo costruttivo con tutte le altre parti interessate alla costituzione dei nuovi Gal."
Più o meno lo stesso testo appare il giorno dopo sul sito SardegnaAgricoltura con il titolo "I nuovi Gruppi di azione locale e il ruolo della Regione".
Sempre il 30 marzo Andrea Prato è a Sassari per partecipare ad un vertice con i rappresentanti di tutti i Gal. E qui scende nei dettagli del suo programma:
"il produttore primario oggi non ce la fa più. E non perché io abbia una visione... talebana. Ieri, per esempio, chi aveva capi di bestiame comprava l'appartamento in città e mandava i figli all'università. Oggi si fa fatica a sopravvivere. O noi integriamo il reddito agricolo con la multifunzionalità o in campagna non resta nessuno. L'industria di trasformazione perde la materia prima. E il consumatore non ha nulla da mangiare. Da qui non si scappa."
La multifunzionalità in agricoltura è la capacità del settore primario di dare origine a produzioni congiunte. E per finanziare queste produzioni l'Assessore intende utilizzare "i nuovi 13 Gal, i Gruppi di azione locale, destinatari, per il periodo di spesa 2007-2013, di quasi 188 milioni di euro di fondi pubblici, per lo più (170) legati ai fondi Leader del Piano di sviluppo rurale (assi 3 e 4). Una somma superiore del 400% rispetto al budget del periodo di spesa 2000-2006".
L'obiettivo è quello di correggere in corsa oppure di riscrivere i bandi in scadenza il 15 maggio. Ma va fatto in modo da evitare che ci possano essere ricorsi, che potrebbero bloccare la riforma di Prato. L'Assessore vuole cambiare il bando perchè dice che quello attuale è:
"un mostro, fratellino della progettazione integrata, in modo da governare i Gal col sistema tipico del mondo cooperativo, ovvero assemblee di migliaia di persone che non si mettono mai d'accordo. [...] Abbiamo una visione politica diversa. Oggi siamo di fronte a un albero storto che non darebbe i frutti migliori. Dobbiamo decidere, e lo faremo insieme ai Gal, se raddrizzarlo, in tempi abbastanza rapidi. Oppure se recidere l'albero dalla radice. Ci vorrebbe qualche mese in più. In tutti i casi abbiamo tutti insieme la responsabilità di spendere bene 200 milioni di euro."
MA C'E' GIA' - Se l'obiettivo di Prato è veramente quello di spingere maggiormente per la multifunzionalità in agricoltura, non c'è bisogno di cambiare nulla. Infatti il principio della multifunzionalità c'è già nel Piano di Sviluppo Rurale (pagina 186):
"Nell'Asse 3 il contributo più evidente al fabbisogno di diversificazione dell'agricoltura è offerto dalla Misura 311 (Diversificazione) verso attività non agricole) che sostiene investimenti aziendali finalizzati allo sviluppo di nuove attività (multifunzionalità) da parte dell'imprenditore e della famiglia agricola."
Basta leggersi il Psr per vedere quante misure volte alla diversificazione sono presenti. E non c'è neppure alcun bisogno di modificare il Bando per la selezione dei Gruppi di Azione Locale (GAL) e dei Piani di Sviluppo Locale (PSL), che prevede esplicitamente sia un "Dipartimento per la multifunzionalità dell'impresa agricola, per lo sviluppo rurale e per la filiera agroalimentare", sia la categoria del "Settore Agricolo (multifunzionalità dell'azienda agricola)" tra i possibili beneficiari del Bando stesso.
I VERI OBIETTIVI - Ma allora qual'è il vero obiettivo di Andrea Prato? La risposta la da sempre lui durante il vertice di Sassari, e i motivi in realtà sono altri due, il primo riguarda la necessità espressa da Prato di "un ruolo di primo piano che va assegnato alle associazioni di categoria". L'altro motivo è di estendere il concetto di multifunzionalità fino a portarla non a essere un valore aggiunto dell'attività principale, ma essere un'attività a parte, dice infatti:
"I beneficiari non sono necessariamente solo le imprese agricole in modo diretto. Per esempio, si potrebbe sostenere l'iniziativa di un albergo che sostiene con una rassegna mirata la produzione del territorio, certificata. Oppure, sfruttando la risorsa-cavallo, si potrebbe aprire a Villa Piercy, a Badde 'e Salighes, il quartier generale della squadra italiana di polo. [...] i soldi possono essere investiti nell'artigianato, nell'industria, nel turismo, a condizione che si valorizzino i prodotti del settore primario. Di sola agricoltura, oggi, non si campa."
Significa che chi ha un albergo e una volta a settimana chiama i pastori del posto per far vedere ai turisti come fanno il formaggio nella visione di Prato rientrerà tra i beneficiari. Chi ha un supermercato e vende in uno scaffale i prodotti artigianali o alimentari locali, potrà rientrare tra i beneficiari. E se dovessimo collegarlo col primo motivo, allora sarà possibile che le associazioni degli albergatori, degli industriali e dei commercianti nei Gal abbiano un peso maggiore rispetto alle associazioni dei coltivatori. A un peso maggiore corrispondono anche contributi maggiori. Quindi si corre il rischio che un intervento europeo, recepito dall'Italia e presentato dalla Sardegna sotto forma di Psr, venga completamente stravolto dalla Giunta Cappellaccio e trasformato in contributi alle associazioni degli albergatori, degli industriali e dei commercianti. Ecco perchè Prato vuole trovare "una soluzione normativa che possa legittimare la nuova impostazione politica", perchè in caso contrario fioccherebbero i ricorsi.
Ma se l'Assessore dovesse portare avanti questo suo progetto, l'Unione europea resterebbe a guardare? Credo di no. E chi in questi mesi si è incontrato per discutere della nascita dei nuovi Gal, tutti quegli agricoltori e artigiani, cosa diranno quando vedranno sprecato tutto il loro tempo e si vedranno estromessi dai Gal in favore delle associazioni di categoria? Credo che protesterebbero, giustamente.
UN PO' DI STORIA - Vediamo come nasce il Psr. Tutto ha preso il via dal Regolamento Comunitario n. 1698/2005, il cui obiettivo è quello di "migliorare la qualità della vita nelle zone rurali e promuovere la diversificazione delle attività economiche", obiettivo che il Programma di sviluppo rurale 2007-2013 (Psr) vuole perseguire tramite la misure attivate nell'Asse 3 che intervengono proprio per contrastare il declino delle zone rurali e i fattori che lo alimentano tra cui l'abbandono e l'invecchiamento della popolazione, la scarsa capacità delle risorse umane, la limitata presenza di servizi pubblici, i bassi livelli di produttività del lavoro.
Nell'ambito dell'Asse 3 il Psr prevede tra le altre cose l'applicazione dell'approccio LEADER e l'elaborazione di specifici Piani di sviluppo locali (Psl) da parte dei Gruppi di Azione Locale (Gal).
Secondo il Psr (approvato dalla Commissione europea con la decisione n. C(2007) 5949 del 28 novembre 2007) i Gal devono essere formati da partenariati "espressione equilibrata e rappresentativa degli operatori, pubblici e privati, dei vari ambienti socioeconomici del territorio". A formare i Gal possono essere strutture pubbliche o agenzie semi-pubbliche e privati (costituiti da organizzazioni di categoria, imprese locali, organizzazioni professionali agricole, sindacati, volontariato e settore non-profit, associazioni sportive, culturali, ecc.) I soggetti privati all'interno del Gal dovranno avere un peso pari almeno al 50% (percentuali più alte danno più punti al Gal e dunque più finanziamenti). Questo perchè si vuole dare ai Gal il "ruolo di organismo intermedio che regola e media gli interessi pubblici e privati a vantaggio della intera collettività".
Insomma, l'Assessore Prato sembra voler passare sopra mesi e mesi di duro lavoro di dialogo e di confronto che avevano portato alla scrittura di un Psr, il 16 novembre 2007 la Regione Sardegna l'aveva inviato alla Commissione europea e il 28 novembre era stato approvato. Poi si è avviato il processo di costituzione dei Gal per la programmazione 2007-2013. Il 30 aprile 2008 è stato pubblicato il bando per la formazione dei partenariati e l'identificazione dei territori di riferimento, questi sono stati individuati e si era così entrati nella seconda fase. Nella seconda fase i partenariati usciti vincitori dalla prima fase devono costituirsi in Gal e redigere il proprio Psl (partendo dalla strategia di sviluppo locale già individuata nella prima fase) entro il 15 maggio 2009.
Modificare tutto questo significa dover ripartire da zero nei procedimenti che sono durati più di un anno. A meno di "una soluzione normativa che possa legittimare la nuova impostazione politica". Ma in questo caso sarebbe un'azione di prepotenza, per cui si potrebbe ricorrere nonostante la "soluzione normativa".
Oggi c'è un nuovo incontro tra l'assessore all'Agricoltura, Andrea Prato e i rappresentanti dei Gal, chissà cosa ne verrà fuori.
















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