lunedì 10 febbraio 2014

La Dinamo Sassari vince la coppa Italia, grazie a me

Ieri la Dinamo Basket Sassari ha vinto la Coppa Italia, giustamente qualcuno si è preoccupato che un evento sportivo potesse essere ingiustamente buttato in politica:
E così è avvvenuto, indovinate chi è stato:
Faccio notare la cosa:
E il branco dei nati il 30 Dicembre (senza capire nulla) interviene in massa:
Le amiche inesistenti di Piergiorgio Massidda rispondono con un articolo (La Dinamo è salva, niente cessione del titolo) del Giugno 2009, ma andiamo anche a vedere articoli più recenti. Ad esempio questo: Sport: contributo straordinario per società Dinamo Sassari, dell'Aprile 2010; e questo: Spesi 950mila euro dalla Regione per un reality flop, del mese scorso.

domenica 9 febbraio 2014

Berlusconi mi telefona spesso, quando sbaglia numero



Silvio Berlusconi: Pronto?
Ugo Cappellaccio: Ciao Presidente.
[Applausi]
Silvio Berlusconi: "Ahhh, siamo in linea bene...  un saluto a tutti, eh... a Franco naturalmente, e poi a Vittorio Covella, che so che è l'anima dei nostri Club che stanno nascendo da voi. E un saluto affettuosissimo a Sandra che sta facendo benissimo come presidente del comitato regionale [Friuli-Venezia Giulia ndr]. Una osservazione preliminare. E poi mi fate voi delle domande. Avete fatto apposta per me e per la mia veneranda età a scegliere come sede di questo evento l'hotel 'Ai Patriarchi'?"

[Pubblico ride senza motivo]

Ugo Cappellaccio: No Presidente, sei in collegamento con Cagliari [sic].
Silvio Berlusconi: È venuto così insomma.
Ugo Cappellaccio: Qua siamo al Miramare... è ad Alghero.
Silvio Berlusconi: Avvicinati un po' di più, perché data la veneranda età mi è caduto anche l'udito.
[Pubblico ride pensando al significato dietro alla parola anche]
Ugo Cappellaccio: Presidente, siamo in collegamento...
Silvio Berlusconi: Così va bene, dimmi.
Ugo Cappellaccio: ...da Alghero, siamo in Collegamento da Alghero, dal cinema Miramare e siamo qui, c'è il popolo dei moderati, c'è il popolo di Forza Italia, tutti gli alleati che ti salutano e ti abbracciano affettuosamente. Grazie di essere qua con noi in collegamento.
Silvio Berlusconi: Grazie grazie a voi.
[Applausi]

Dopo aver riattaccato Silvio non aveva ancora capito con chi fosse al telefono.

venerdì 7 febbraio 2014

Trasparenza nella sanità pubblica, Sardegna agli ultimi posti

Siccome Francesco Pigliaru a quanto pare si è preso un virus influenzale, Simona De Francisci ha pensato: "ora pubblico un tweet che faccia capire che sono spiritosa, ma anche che metta in luce la mia intelligenza e la mia competenza e metta in risalto il lavoro che ho fatto in Giunta". L'esito di questo travagliato monologo interiore è stato questo:
Brava Simona, vediamo un esempio dell'ottimo lavoro che hai fatto.

Campania, Molise e Sardegna sono le regioni con la sanità pubblica meno trasparente d'Italia. Che dire, ottimo lavoro. La Giunta Cappellacci ha riportato la sanità in Sardegna nelle mani di chi l'ha mal gestita per anni (Sanità indietro tutta), i vari Giorgio Oppi e simili, i clientelismi e le lottizzazioni, le assegnazioni delle ASL ad amici e amici di amici, i rimborsi alle cliniche private, la speculazione edilizia, i contratti, e chi più ne vuole più ci metta le mani.

I soldi che girano nella sanità sono tanti, guai a farsi scappare l'opportunità di sprecarli usandoli in affarucci poco chiari, vero?

Campania, Molise e Sardegna sono le regioni con la sanità pubblica meno trasparente d’Italia. Le migliori, invece, sono Friuli Venezia-Giulia, Basilicata, Valle d’Aosta e Lombardia. Sono sette le aziende sanitarie ancora all’anno zero sulla trasparenza, di cui ben 4 localizzate in Campania , mentre 14 sono quelle che hanno rispettato tutti i parametri di legge. La nuova fotografia della trasparenza nella sanità nel nostro paese, con i dati aggiornati al 28 dicembre, viene fornita da Riparte il futuro attraverso l’ iniziativa “Salute: obiettivo 100%”, il primo monitoraggio civico delle 240 aziende sanitarie italiane, classificate in base a un punteggio che misura il livello di applicazione della legge 190/2012 sulla lotta alla corruzione. Tre, in particolare, gli adempimenti a cui è tenuta, entro il 31 gennaio 2014, ogni azienda sanitaria: nominare il responsabile locale anticorruzione; pubblicare online il Piano triennale anticorruzione; fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo).
I dati mostrano un paese spezzato in due, con dieci regioni sotto la media nazionale in fatto di trasparenza, che si assesta al 53%, e dieci che superano la media.
Sette le aziende sanitarie che ad un mese dalla data di scadenza del 31 gennaio 2014, sono ancora quota zero, perché non hanno applicato nessuno dei tre parametri previsti della legge 190/2012 e oggetto del monitoraggio. Ben 4 aziende sanitarie sono campane; una ciascuna, invece, in Calabria, Sardegna e Sicilia. Le aziende più virtuose, quelle che hanno già raggiunto il 100% di trasparenza, sono 14, di cui ben otto si trovano in Lombardia, due in Friuli Venezia Giulia, le altre in Basilicata, Sardegna, Liguria e Sicilia. Sempre scorrendo la graduatoria sono da sottolineare altri due dati: 33 aziende ferme al 15% di trasparenza, da un lato, e 44 quelle che hanno superato la percentuale dell’85%, ormai vicine alla meta.
Per incentivare una maggiore trasparenza nel sistema sanitario nazionale e chiedere che tutte le aziende pubblichino presto e senza rinvii la informazioni stabilite dalla legge 190/2012 e dal decreto 33/2013, Libera e Gruppo Abele hanno lanciato la petizione sottoscritta in poco meno di due settimane da 65mila cittadini. Obiettivo: una sanità trasparente al 100%.
Sul sito della campagna monitoriamo giorno per giorno le Aziende sanitarie affinché rispondano alle tre richieste della petizione e alle prescrizioni di legge.
Manca un solo mese alla scadenza per mettersi in regola e dotarsi d strumenti per contrastare la corruzione e facilitare la trasparenza: in gioco ci sono un patrimonio del Paese da difendere, la professionalità di tantissimi operatori sanitari e la nostra salute.


Ulteriori informazioni: Trasparenza nella sanità pubblica italiana: la nuova fotografia di ‘Riparte il futuro’

Mauro Pili contro il Grande Fratello Ugo Cappellaccio

Conoscendo Mauro Pili l'accostamento non è voluto, ma non posso fare a meno di mettere insieme queste due immagini in cui Ugo Cappellacci viene accostato involontariamente al Grande Fratello:
L'immagine di sopra la trovate in questa pagina del sito di Unidos "L'imbroglio di Furtei. Conf... on Livestream". L'immagine di sotto invece la trovate nella famosa pubblicità della Apple del 1984, qui sotto il video:

Analisi politica fatta coi piedi d'argilla e le mani di velluto

Carissimi, è con immenso piacere che mi accingo ad elencarvi tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare da quando abbiamo cominciato a prepararci alle nuove elezioni fino ad oggi. Tutte le soluzioni che abbiamo trovato e le strategie messe in opera per vincere.

Punto primo - Il primo problema era dovuto al fatto che, obiettivamente, non abbiamo fatto nulla di buono in questi 5 anni. Serviva dunque una tattica elusiva accompagnata da informazioni che distraessero l'opinione pubblica dalla realtà. L'abbiamo fatto con due manovre:
  1. Per prima cosa ci servivano le navi, per la continuità territoriale e la Flotta Sarda. Però farci valere col Governo italiano per la Tirrenia era troppo faticoso e richiedeva una schiena più dritta di quella di cui disponiamo, dunque abbiamo optato per la Saremar, un pozzo senza fondo e senza prospettive reali, e ci siamo fatti carico del buco nero dei suoi debiti. Ora l'Ue giustamente li chiama aiuti di Stato, ma le elezioni sono vicine e con l'aria che tira, avere l'Ue contro va addirittura a nostro vantaggio;
  2. La seconda arma di distrazione è collegata allo scottante tema della tassazione, abbiamo pensato di far nostre le istanze dei quattro gatti che da anni parlano di Zona Franca. È perfetto, non dobbiamo far altro che dire di voler fare questo Eden in cui tutti sono felici, non si pagano le tasse e l'economia cresce, si creano posti di lavoro e il turismo fiorisce. Poco importa se per realizzarlo mancano i soldi, infatti se diminuisce o svanisce la tassazione in Sardegna, l'Italia deve compensare in qualche modo, incrementando le tasse nelle altre Regioni per pagare la nostra Zona Franca. Per non parlare dell'attrattiva che una Zona Franca costituisce per la criminalità organizzata, che può venire in Sardegna per riciclare i proventi delle attività illecite.

Punto secondo - L'incognita Soru (vedere il sondaggio) era troppo ingombrante per lasciarla irrisolta. Così abbiamo usato una doppia manovra:
  1. Da un lato abbiamo iniziato una campagna denigratoria verso Renato Soru, volta a screditarlo e scoraggiarlo a candidarsi se mai ci avesse anche solo pensato.
  2. Dall'altro lato abbiamo chiesto a Mauro Pili (secondo nel sondaggio) di candidarsi in una coalizione tutta sua per prendere i voti a Soru (ricordo che nel sondaggio si potevano dare due preferenze, molti di quelli che hanno scelto Soru, ha scelto anche Pili). Se Pili fosse stato con noi gli scontenti di Ugo Cappellacci e i contenti di Soru non lo avrebbero votato. Ma con Pili "contrapposto" a Cappellacci, il discorso cambia. Così Pili diventa il fumo negli occhi, e da solo può togliere voti che altrimenti sarebbero andati a Soru o ad una persona del centrosinistra con dietro Soru (come era Francesca Barracciu).
Incredibilmente, come spesso accade, il Pd sardo si è dato il motozappa sui piedi quando alcuni "capibastone" del Pd avversi a Soru hanno pensato bene di chiamare Matteo Renzi a risolvere il "caso Barracciu". Così dall'Italia è giunta una delegazione del Pd nazionale a togliere Barracciu e chiedere un altro nome. Non trovando accordi per un nome all'interno del Pd o della coalizione qualcuno si è ricordato di Francesco Pigliaru, assessore della prima ora con la Giunta Soru, ma anche dissidente della prima ora con Soru. Andava bene a chi, nel Pd e coalizione, è con Soru e andava bene a chi, nel Pd e nella coalizione, è contro Soru. Così il Pd ci ha risolto il problema dei voti pro-Soru.

Ora non restava che ricompattare l'elettorato di centrodestra, ma per questo è bastata la sola presenza di Silvio Berlusconi alla Fiera di Cagliari della settimana scorsa.

Per maggiori informazioni leggete "Noam Chomsky: le 10 Strategie della Manipolazione attraverso i mass media".

giovedì 6 febbraio 2014

Pace fatta tra Ugo Cappellaccio e Michela Murgia

Come vedete, non ho mai perso la mia eleganza e signorilità.

A Un giorno da pecora ho portato un cesto pieno di stereotipi

Ieri col vino e il formaggio ho portato lo stereotipo a Un Giorno da Pecora.

Le tametiche di politica e di attualità legate alla Regione Sardegna

In questo sondaggio (commissionato e realizzato dalla ISPO RICERCHE S.R.L.) trovate la ragione per cui il centrodestra in Sardegna ha deciso di candidare anche Mauro Pili. Come anche la ragione per cui Videolina e l'Unione Sarda (sa màchina 'e su ludu) hanno cominciato ad attaccare Renato Soru per essere sicuri non si candidasse e evitare portasse voti a Francesca Barracciu.

Poi, qualcuno del Pd sardo a cui piace remare contro (e l'ha sempre fatto) ha pensato bene di chiamare Renzi per farlo venire a togliere la Barracciu. Risolvendo il problema Soru a chi c'è dietro Ugo Cappellacci.

Infine il centrosinistra, non trovando intesa su nessun nome, ha chiamato Francesco Pigliaru.

Data Pubblicazione: 13-01-2014
Totale contatti effettuati: 1.670
Interviste complete: 600 (su totale contatti: 35,9%)
Rifiuti/sostituzioni: 1.070 (su totale contatti: 64,1%)

Domanda: Secondo Lei, tra i politici sardi, chi ha maggiormente difeso la Sardegna? Può indicare fino a 2 nomi
Risposta:
Renato Soru11
Mauro Pili10
Ugo Cappellacci5
Giuseppe Cossiga2
Massimo Zedda2
Antonio Segni1
Carmelo Porcu1
Claudia Lombardo1
Mariano Delogu1
Altri9
Non sa/non cita nessuno64

mercoledì 5 febbraio 2014

#1 Sondaggi elettorali per la elezioni in Sardegna del 16 Febbraio 2014

Visto che vi piacciono i sondaggi, ecco i risultati di quello del 30/01/2014 della Datamedia Ricerche commissionato dall'Unione Sarda.

Data Pubblicazione: 01-02-2014
Totale contatti effettuati: 7.355
Interviste complete: 1.000 (su totale contatti: 13,6%)
Rifiuti/sostituzioni: 6.355 (su totale contatti: 86,4%)

Domanda: Se si dovesse votare in questo momento, per quale partito voterebbe alle elezioni regionali della Sardegna?
Risposta:
  • Ugo Cappellacci 37,0%-39,5%;
  • Francesco Pigliaru 39,5%-43,0%;
  • Michela Murgia 7,0%-9,0%;
  • Mauro Pili 3,5%-5,0%;
  • Gigi Sanna 1,0%-2,0%;
  • Pier Franco Devias 0,5%-1,0%;
  • Non risponde 52,9%

Domanda: Se si dovesse votare in questo momento, che candidato pensa voterebbe come Presidente della Regione Sardegna?
Risposta:
  • Ugo Cappellacci 38,2%-40,4%;
  • Francesco Pigliaru 36,0%-39,7%;
  • Michela Murgia 19,1%-21,8%;
  • Marco Pili 3,3%-4,7%;
  • Gigi Sanna 1,8%-2,5%;
  • Pier Franco Devias 0,7%-1,2%;
  • Non risponde: 48,3%.

martedì 4 febbraio 2014

Programmi a confronto

Sarebbe troppo facile confrontare i programmi dei diversi candidati. Ecco qui il mio programma del 2009 e il mio programma del 2014. Confrontateli.

Programma Cappellaccio 2009



Programma Cappellaccio 2014

Per ogni impresa che muore, nasce una nuova promessa

Unioncamere ha pubblicato, qualche giorno fa, i dati principali sulla natalità e mortalità delle imprese risultanti dal Registro delle imprese sulla base di Movimprese, la rilevazione statistica condotta da InfoCamere.

Ecco la bella immagine che fa la Sardegna:
Se vincerò le elezioni completerò il lavoro.

domenica 2 febbraio 2014

Cappellaccio è riuscito dove altri hanno fallito

Cari amici, con orgoglio e pregiudizio posso finalmente dirvi che il mio piano diabolico è quasi riuscito.

Nella prima fase dovevo prendermela con tutti i politici, la "casta", facendo finta che in questi 5 anni non fossi stato al governo della Regione. Così avrei attirato le attenzioni degli anticasta che quando vedono la fiamma dell'antipolitica si fiondano come falene, andando a fuoco e bruciando tutto quello che toccano.

Nella seconda fase dovevo entrare in contatto con uno interno al Movimento 5 Stelle.

Dopo numerosi fallimenti il camerata Ugo stava per perdere le speranze, ma nel pomeriggio di una domenica, dopo aver dormito con la testa sullo zainetto (lo zainetto che mi accompagnò nella famosa marcia tra i negozi di Roma), questa mia risposta umoristica:
Mi procurò il contatto di cui avevo bisogno:

Per consolidare la situazione ho calcato la mano.

Riuscendo così ad entrare in contatto anche con i pezzi grossi: Ora la vittoria è vicina, Vincere... e Vinceremo, grazie al voto degli orfani del M5S in Sardegna, ora il passo finale è prendere i loro voti convincendoli che sono uno di loro, ce la posso fare, per 5 anni ho convinto i sardi di aver lavorato per loro e dato la colpa dell'evidenza a forze nemiche.

Grazie a tutti voi.

sabato 1 febbraio 2014

Silvio Berlusconi si dimostra amico della Sardegna, ma soprattutto di Ugo Cappellaccio #ugomerda


Scusate, era questo il video. Non che faccia grande differenza.


Scherzi e risa alla fiera di Cagliari, a farne le spese è il povero Ugo Cappellaccio, fatto oggetto come nel suo triste passato scolastico, delle attenzioni non richieste del bullo Silvio Berlusconi.

La presa in giro suscita l'ilarità generale e Ugo è costretto, suo malgrado, a fare buon viso a cattivo gioco e ridacchiare trattenendo a stento delle lacrime.

Piange dentro il piccolo Ugo, per un passato che credeva sepolto, invece dopo tanti anni è di nuovo vittima dei più grandi che lo sbeffeggiano.